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Colori e schemi mimetici Regia Aeronautica

TUTORIAL > Colorazioni / livree
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Tutto modellismo
a cura di
Di Stefano Sofia - disegni dell’autore
William Green e Gordon Swanborough

Disegnatori
Philip Gorton, Lioyd Martin, Standley e Marritt Designs

Colori e schemi mimetici della Regia Aeronautica 1939-1943
Caccia e veicoli d’assalto
Questo articolo, illustra attraverso una chiara descrizione e alcune significative illustrazioni, i principali colori e schemi mimetici adottati dalla Regia Aeronautica tra il 1939 e il 1943 per i propri caccia e velivoli d'assalto. Può essere un discreto punto di partenza per approfondire l'argomento e può, inoltre, fornire al modellista una fonte di documentazione veloce e facilmente consultabile durante lo studio che precede la realizzazione di un kit.

La necessità di mimetizzare il proprio velivolo durante una ricognizione per renderlo meno visibile a un eventuale nemico posto più in alto o più in basso stimolò i militari italiani a riprendere gli "esperimenti pittorici" iniziati durante la Grande Guerra. Nonostante ciò, I'Italia risultò comunque in ritardo rispetto alle altre grandi potenze belliche, per quanto riguarda lo sviluppo delle tecniche di mimetizzazione dei propri velivoli.

Solo le esperienze in A.O.I. (Africa Orientale Italiana) e quelle in O.M.S (Operazioni Militari in Spagna) tra il 1936 e il 1939 resero evidente la necessità di mimetizzare e rendere meno visibili i propri velivoli, realizzando una colorazione più simile a quella del terreno che si sorvolava, in quanto lo schema mimetico a tre colori di tipo a bande, sino ad allora usato in patria, si era rivelato alquanto inefficace. Per ovviare a questo problema, i velivoli della Regia Aeronautica, che ufficialmente prestavano servizio presso l'Aviación de el Tercio (poi "Aviazione Legionaria"), furono riverniciati sulle superfici superiori con macchie sfumate, più o meno rade, usando i medesimi colori e cercando di interrompere la netta separazione del mimetismo preesistente.

L'andamento di quest'ultimo però non seguiva un disegno preciso e tutto fu lasciato alla fantasia di specialisti e piloti, i quali a volte si sbizzarrivano creando schemi fra i più diversi e fantasiosi. L'esperienza estremamente positiva vissuta in Spagna spinse lo Stato Maggiore della Regia Aeronautica a definire con più precisione e uniformità le mimetizzazioni da adottare; 1'8 settembre 1937 fu infatti redatta una comunicazione ufficiale per la D.G.C.A. (Direzione Generale delle Costruzioni e degli Approvvigionamenti) che, oltre a sottolineare l'importanza dell'esperienza acquisita in A.O.I. e in particolare in O.M.S., definiva tre campioni di mimetizzazioni da adottare nei diversi periodi dell'anno sul territorio (per la primavera, per l'estate/autunno e per l'autunno/inverno), disponendo però l'impiego in tempo di pace di una sola mimetizzazione, definita "schema mimetico a reticolo", composta da un reticolo di macchie di tre colori che potevano essere "rade" oppure "continue" Inoltre, tale circolare fissava in nove punti altri elementi ritenuti fondamentali per il camuffamento dei velivoli, tra i quali ricordiamo:

- La mimetizzazione doveva essere limitata alle superfici superiori del velivolo, escludendo ogni mimetizzazione delle superfici ventrali.
- Sulle superfici tondeggianti la mimetizzazione doveva raggiungere anche i fianchi e doveva interrompersi gradualmente verso le zone ventrali mediante adatte sfumature.
- Il bordo d'attacco e d'uscita delle ali e degli impennaggi dovevano conservare la mimetizzazione delle superfici superiori anche su quelle inferiori per una fascia di 10-15 cm, che doveva essere gradualmente sfumata.



Fiat CR-32
Tipico esempio di schema mimetico a bande trasversali usato per i velivoli in linea in Italia prima dell'entrata in guerra. Tale schema lo si ritrova su diverse macchine e con diversa disposizione dei colori.

- Le superfici non mimetizzate (quelle inferiori) dovevano essere dipinte in alluminio opaco (tale direttiva risulta però raramente adottata, in quanto le superfici inferiori furono molto spesso dipinte in grigio mimetico).
- Tutte le vernici usate dovevano avere finitura liscia e opaca.
- Le eliche dovevano essere in metallo brunito e dipinte in nero nella superficie ventrale (rivolta al pilota) per evitare riflessi indesiderati.
Con la circolare del 14 marzo 1938, la D.G.CA definì la mimetizzazione proposta dallo Stato Maggiore "Schema mimetico a reticolo", precisando che la "serie mimetica" dei tre colori impiegabili per realizzarla dovevano essere giallo, verde e marrone mimetico. Non venivano però date indicazioni particolari circa le precise tonalità cromatiche dei colori da impiegare.




Fiat CR-42
Schema mimetico a reticolo con macchie rade molto usato su questo tipo di velivoli con diverse varianti riguardo alle dimensioni e gli stessi colori sono presenti anche nello schema a macchie rade. Entrambe le versioni furono applicate su numerosi aerei prodotti dalla Fiat.
 



Fiat G-50
Schema mimetico a macchie allungate sfumate; anche questo schema è tipico dei Fiat G-50 usati in Africa. A differenza dei precedenti profili possiamo notare la comparsa della croce bianca con stemma sabaudo in uso durante l'entrata in guerra in sostituzione del tricolore, la cofana tura motore dipinto in Giallo Cromo in ossequio a successive disposizioni ministeriali e la fascia bianca in fusoliera, che identificherà per tutta la durata del conflitto gli aerei della Regia Aeronautica

Secondo queste indicazioni, ogni produttore di vernici sviluppò tinte e prodotti differenti, che spesso differivano in modo evidente per risultanza cromatica e composizione chimica. Inoltre, dato che ogni azienda aeronautica si riforniva da più produttori di vernici ogni mimetizzazione poteva presentare tonalità diverse di colori, dando vita a una vasta gamma di tonalità della stessa mimetizzazione. L'applicazione di tali schemi mimetici, sebbene con differenti tonalità cromatiche, fu regolare per almeno un biennio (1938-40) e solo in previsione dell'imminente entrata in guerra dell'Italia lo schema mimetico a retico lo subì alcune variazioni.

L'iniziativa venne presa direttamente dalle fabbriche aeronautiche e dalle Squadre Riparazione Aeroplani e Motori (S.R.A.M.) della Regia Aeronautica seguendo le disposizioni emanate nel 1937 dallo Stato Maggiore, che definivano la possibilità di ricorrere ad altri tipi di mimetizzazione in caso di guerra.



Macchi C.200
Schema mimetico a macchie rade molto usato sui C.200 e sulle prime serie dei C.202 prodotti dalla AERMACCHI: Su questo aereo  l`uso del giallo per la fascia in fusoliera e i triangoli bianchi sulle ali identifica la partecipazione del velivolo alla campagna di Russia.

Lo schema mimetico a reticolo a macchie rade o continue fu pertanto modificato avvicendando i tre colori di base (giallo, verde e marrone mimetico); spesso si applicavano solo due colori, o addirittura lo stesso colore con due diverse tonalità, oppure ancora venivano realizzati nuovi schemi mimetici, come quello a bande trasversali sfumate, in base alle particolari situazioni belliche.

Solo l'anno successivo, con l'emanazione delle due circolari della D.G.C.A. del 1941 e la successiva creazione della Tavola 10, come vedremo nella seconda parte dell'articolo, saranno più dettagliatamente regolarizzati i colori e le modalità di applicazione della mimetizzazione.

Nota:
I profili a colori presentano gli schemi mimetici più usati; per semplificare  l`illustrazione dei colori sono state omesse le insegne di reparto. All’interno di uno stesso reparto potevano comunque coesistere macchine con schemi mimetici differenti. Si tenga inoltre presente che l’andamento delle macchie e le loro dimensioni non erano "codificati" ma erano di volta in volta espressione dell’interpretazione delle direttive ministeriali data dagli addetti alla verniciatura delle ditte produttrici dell’aereo.



Macchi C.202
Schema mimetico a macchie rade e a soli due colori della serie mimetica per le superfici superiori, usato in Africa. Anche tale schema lo ritroviamo su diversi tipi di aerei dove le macchie potevano variare per dimensione e forma; ne è anche documentato l’uso con i colori corrispondenti della tavola 10.
Concludiamo l'argomento dedicato alla mimetizzazione dei caccia e dei velivoli d'assalto, parlando della famosa "Tavola 10", l'elenco con il quale lo Stato Maggiore della Regia Aeronautica regolò e definì i colori per la mimetizzazione dei propri velivoli durante la guerra.

Nel 1941, dopo le brevi esperienze acquisite con i primi mesi di guerra e per uniformare le diverse mimetizzazioni dei propri velivoli, la Regia Aeronautica emise una precisa direttiva, che definiva tutti gli elementi delle principali modifiche da applicare alle mimetizzazioni esistenti. Tale normativa, oltre a contenere le specifiche tecniche delle vernici e degli stucchi da usare, conteneva anche i campioni cromatici dei colori, che furono poi inviati ai colorifici e alle ditte aeronautiche, in modo da poter essere subito impiegati per i velivoli di nuova produzione (che fu definita a partire dai mesi di agosto/settembre 1941) e per quelli sottoposti a revisione presso le fabbriche.



Macchi C.202
Schema mimetico tipico dei C.202 delle serie prodotte su licenza dalla Breda; i colori usati sono quelli della Tavola 10 e, seppur chiaramente applicati su una macchina destinata all’impiego in Africa, le fasce gialle ne identificano la partecipazione alla campagna di Russia. Come per altri schemi, anche questo lo si può ritrovare su altre macchine prodotte dalla Breda con macchie di diverse dimensioni e forme.



Macchi C.202
Schema mimetico ad aneli di fumo (o amebe) applicato dalla Aermacchi ai suoi C.202, C.205 e più raramente ai 200, oltre che dalla Fiat ad alcuni CR-42. Tale schema venne applicato sulle macchine usate sia in Africa che sul territorio metropolitano; gli anelli non seguivano uno schema preciso e tanto meno presentavano forme e dimensioni uguali su tutti gli aerei



Macchi C.202
Schema mimetico introdotto con la riforma dei colori della Tavola 10 per gli aerei in servizio in Alfrica; tale schema riprende quanto già visto su alcuni aerei con i colori della precedente serie mimetica. Dopo un breve periodo se ne constatò l'inefficacia e i velivoli vennero ridipinti con gli stessi colori invertiti.



fiat G-50
schema denominato "a ramarro" applicato dalla Fiat hai G-50 destinati all'impiego come velivoli d'assalto i colori sono gli stessi del profilo precedente.





Reggiane RE-2001
continentale uniforme. Questo profilo illustra quanto richiesto dalla circolare ministeriale che introdusse i colori della tavola 10 per la mimetizzazione dei velivoli in servizio sul territorio metropolitano; troviamo, infatti, la fascia gialla sulla cofana tura motore, peraltro poco dopo abbandonata perché troppo visibile, la fascio bianca in fusoliera che identificava l'impiego del velivolo nella Regia Aeronautica, ma soprattutto la colorazione uniforme in Verde Oliva Scuro 2 e le superfici inferiori nel nuovo Grigio Azzurra Chiaro 1.

Fu inoltre permesso alle S.R.A.M., le officine di riparazione della Regia Aeronautica, 'uso dei vecchi colori solo per effettuare ritocchi, nell'attesa che i velivoli passassero alla revisione presso le aziende produttrici, durante la quale sarebbe stata effettuata la riverniciatura secondo la nuova serie mimetica. Tale circolare regolava anche la verniciatura della parte anteriore del velivolo, che doveva essere dipinto in giallo, definito giallo cromo 7 nella successiva Tavola 10. La colorazione in giallo comprendeva l'ogiva e una fascia larga 60 cm da applicare sul cofano motore di tutti i velivoli, per permettere l'identificazione del velivolo da parte degli alleati e della nostra contraerea.

Molto spesso, soprattutto in caso di aerei con motore radiale, le dimensioni di tale fascia variavano e spesso non ricoprivano interamente la cappottatura motore In seguito all'uscita di tali normative la D.G.C.A. regolamentò i punti essenziali di tale riforma, emanando tre comunicazioni (No 147, 148 e 149) del Bollettino Tecnico Informativo nell'ottobre 1941. In particolare la N° 148 definiva i "colori delle superfici esterne ed interne dei velivoli" elencando in una tabella, che sarebbe stata successivamente sostituita dalla Tavola 10 ancora in preparazione, i dodici colori numerati progressivamente da utilizzare per la mimetizzazione dei velivoli della Regia Aeronautica.
 

Reggiane RE-2001 Caccia Notturni
l pochi aerei di questo tipo impiegati in questa specialità presentavano una colorazione nera uniforme; le uniche differenze si potevano riscontrare nell'obliterazione totale o parziale della fascia bianca di fusoliera e nelle dimensioni della croce sulla deriva
 


Fiat CR-42 Caccia Notturni
Anche il biplano della Fiat fu impiegato da diverse squadriglie destinate all'intercettazione dei bombardieri nemici che sorvolavano il nostro spazio aereo. La mimetizzazione di questi aerei presentava diverse variazioni sul tema: alcuni esemplari, come quello illustrato nel profilo, presentavano il colore nero-fuma applicato sulle superfici inferiori in sostituzione al Grigio Azzurro Chiaro 1. Su altri esemplari la stessa vernice era applicata con una mano leggera in modo uniforme sula mimetica precedente. Sui velivoli usciti direttamente dalle catene di montaggio come Caccia Notturni, la Fiat applicava una vernice nera semilucida uniforme. Per quanto riguarda i Caccia Notturni, possiamo notare come ancora una volta le disposizioni contenute nella famosa circolare ministeriale del 1941 vennero disattese, in quanto il prescritto uso del colore Grigio Azzurro Scuro 3 non sembra aver avuto mai applicazione.

La Tavola 10, che fu pubblicata in seguito, era composta di una copertina e tre pagine contenenti, sotto forma di chip, i campioni dei 12 nuovi colori previsti dalla D.G.C.A. Di questi dodici colori solo quattro erano però di carattere prettamente mimetico e, a onore del vero, le loro tonalità non si discostavano molto dai colori della precedente serie mimetica.

I restanti erano impiegati per la colorazione degli aerei scuola, delle fasce d'identificazione ottica, delle insegne e delle varie tubazioni interne. Inoltre, per la prima volta, venivano date precise indicazioni circa il colore da usare per i velivoli idro e quelli da caccia notturna.
I quattro colori mimetici erano:
- GRIGIO AZZURRO CHIARO 1 da utilizzare per la mimetizzazione delle superfici ventrali degli aerei terrestri e marittimi.
- VERDE OLIVA SCURO 2: da utilizzare per la mimetizzazione delle
superfici superiori degli aerei terrestri.
- GRIGIO AZZURRO SCURO 3: da utilizzare per la mimetizzazione delle superfici superiori degli aerei idro e applicato in modo uniforme, per quelli d'impiego notturno.
- NOCCIOLA CHIARO 4: in abbinamento al VERDE OLIVA SCURO 2 per realizzare le macchie sugli aerei destinati all'utilizzo in colonia. Le disposizioni emanate con questa direttiva nel 1941 furono estremamente razionali e funzionali per la standardizzazione della mimetizzazione dei velivoli, sebbene la sua applicazione fu decisamente trascurata per i velivoli usciti dalla produzione e già in uso.

In realtà, infatti, tali variazioni dovevano essere eseguite durante la guerra, quindi in situazioni spesso difficili, magari presso reparti posti in prima linea e con poche disponibilità di colori. In alcuni casi all'interno di uno stesso reparto potevano coesistere velivoli con schemi mimetici alquanto differenti o con colorazioni del tutto personalizzate.


Fiat G.50 Freccia (1938)
Il G.50 Freccia, il primo caccia italiano monoplano monoposto, completamente in metallo e con le ali basse a sbalzo, volò il 6 febbraio 1937, entrando in servizio nella Regia Aeronautica l'anno successivo, per una produzione totale di 778 aerei. ll G.50 aveva motori e armamento inadeguati, ma era robusto emaneggevole.

(1) G.50 (M.M.3580) del 1° Gruppo Sperimentale dell'Aviación del Tercio italiana, Escalona, Spagna, marzo 1939. (1a) M.M.3580 visto a metà: superfici superiore e inferiore della parte destra dell'aereo. (1b) "Asso di bastoni" simbolo del 23° Gruppo della Regia Aeronautica.
(2) G.50 (M.M.3582) del Grupo Núm 27, Regimiento Mixto de Africa, EdA spagnolo, Melilla, Marocco, marzo 1940. (2a) "Giogo e frecce" emblema falangista. (2b) "Levriero" simbolo del Grupo Núm 27.
(3) G.50bis (M.M.4744), Scuola Caccia Secondo Periodo, Regia Aeronautica, estate del 1942. Notare le strisce bianche sull'ala che indicano un aereo da addestramento.
(4) G.50bis del 20° Gruppo, 51° Stormo, operante nel 56° Stormo Caccia Terrestre del Corpo Aereo Italiano di base a Ursel, Belgio, dall'ottobre 1940 all'aprile 1941. (4a) "Gatto nero" emblema del 51° Stormo. (4b) Stemma di Casa Savoia.
(5) G.50 (Μ.Μ.3599) pilotato dal tenente Kalkkinen come FA-17 del 2/LeLv 26 a Malmi, luglio 1942.


Fiat CR.42 Falco (1939)
Assieme all'l-153 sovietico, il CR.42 Falco italiano aveva la caratteristica di essere l'ultimo caccia biplano monoposto in servizio. Fatto volare come prototipo il 23 maggio 1938, entrò in servizio nel maggio dell'anno successivo. Nonostante si dimostrasse un aereo da combattimento eccezionalmente manovrabile, ebbe la sfortuna di vedere la luce in un'epoca dominata dai monoplani. Malgrado l'obsolescenza concettuale, la produzione continuò fino al 1943, per un totale di 1.781 apparecchi.

 
(1) CR.42 della 97 squadriglia, 9° Gruppo, 4 Stormo, Benina, Libia, 1940. (1a) "Cavallino rampante" simbolo del 4° Stormo (a sinistra) ed emblema della 97 squadriglia (a destra).
(2) CR.42 della 162 squadriglia, 161° Gruppo, con i contrassegni dello scenario dell'Egeo, isola di Scarpanto, aprile-maggio 1941. (2a) I "Fasci" sulla fusoliera (a sinistra) e (a destra) il simbolo della 162a squadriglia, con la scritta in dialetto veneziano che significa: "Attento che ti strappo!".
(3) Primo piano della parte posteriore, che mostra la differenza rispetto al simbolo della 3772 squadriglia raffigurato in (5), il codice di unità completo e la colorazione nera per combattimenti notturni presente su alcuni aerei.
(4) CR.42 del comandante (notare la bandierina) della 83a squadriglia, 18° Gruppo, 3° Stormo, Libia, agli inizi del 1941. Notare ciò che resta della mimetizzazione a tre colori usata in Belgio nell'autunno precedente. La striscia nera fu ridipinta in bianco (usata per indicare il comandante in Belgio) Notare il simbolo del 180° Gruppo.
(5) CR.42 della 377e squadriglia autonoma, Palermo-Boccadifalco,
Sicilia, estate 1942. (5a) Emblema della 377 squadriglia (a sinistra), con (a destra) lo stemma di Casa Savoia.
(6) CR.42 della 20a squadriglia, 46° Gruppo Assalto, 150 Stormo, settembre-novembre 1942 sul fronte di El Alamein.
(7) CR.42 del gruppo ausiliario d'assalto, zona di Ravenna, 1942. (7a) Primo piano del CR.42 della 70a squadriglia, Tirana, Albania, 1942, che mostra la striscia sulla fusoliera simbolo del comandante (pratica abbandonata il dicembre successivo).

 

(8) CR.42 della Sezione Autonoma Collegamenti, Roma-Centocelle, inverno 1945-1946. (8a) CR.42 con finitura successiva da aereo scuola (completamente color argento), tardi anni Quaranta.
(9) CR.42 del 2.Staffel, Nachtschlachtgruppe 9, zona di Rimini, inizi del 1944
(10) CR.42 della 4a Escadrille, Il Groupe de Chasse, 2° Regiment Aéronautique Militaire Belge, a Nivelles, maggio 1940.
(11) CR.42 della 1./4 squadriglia, 1/ll Gruppo, 1°Reggimento Caccia, Regia Aeronautica militare ungherese Budapest, 1941 e (11a) l'emblema della 1./4 squadriglia "San Giorgio" (11b) CR.42 del 1/ll Gruppo con colorazioni alternative.
(12) CR.42 della 1./3 squadriglia, 1/Il Gruppo con il Corpo Rapido ungherese in Unione Sovietica, fine del 1941. Notare l`Asso di cuori" simbolo della 1./3 squadriglia.
(13) CR.42 (J 11) della 3a Divisione del Flygflottilj 9, a Säve, Gothenburg, Svezia, fine del 1942.


Reggiane Re.2000 e Re. 2001 (1940)
Senza dubbio il più moderno caccia italiano della sua epoca, il Re.2000 fu il frutto della tecnologia statunitense applicata in Italia All'avanguardia da un punto di vista sia strutturale che aerodinamico, l'aereo incorporava nelle ali i serbatoi del carburante, cosa che all'epoca era considerata rivoluzionaria. L'Re.2000 fu pilotato per la prima volta il 24 maggio 1939, ma solo 27 esemplari entrarono in servizio nella Regia Aeronautica, poiché 130 vennero costruiti per essere esportati alle Aeronautiche militari ungheresi e svedesi che cominciarono a utilizzarli nell'estate del 1940. Gli aerei costruiti su licenza in Ungheria furono in totale 191. L'Re.2001 Falco fu l'adattamento del precedente dotato di motore DB-601, volò per la prima volta nel luglio 1940 e ne vennero costruiti 237.
 
(1) Prototipo di Re.2000 (M.M.408) e
(2) nella forma definitiva. Notare le chiazze irregolari color giallo ocra spruzzate sulla base color verde oliva scuro (adottato nel 1940) (2a) Superfici superiori e inferiori di destra di M.M.408. Notare l'inversione dei colori (bianco su nero) dei fasci sulla parte inferiore dell'ala.
(3) Re.2000 Serie IIl (M. M.8284) della squadriglia, Aviazione Ausiliaria per la Regia Marina, Sarzana (La Spezia), 1942. (3a) Il "papero, simbolo dell'Aviazione Ausiliaria (3b) Stemma di Casa Savoia.
(4) Re.2000 (V.412) Héja 1 del 1./1 Szazad (squadriglia), 1./l Osztaly (Gruppo) del 1.Vadász Ezred (Reggimento caccia) della Regia Aeronautica militare ungherese, Szolnok, estate 1941. Notare la cappottatura, la punta delle ali e le strisce a poppa della fusoliera color giallo, a indicare il teatro delle operazioni (contrassegni ID) e le insegne nazionali "a cuneo (utilizzate dall'autunno 1938 sino alla fine del 1941). (4a) Metà e metà del V.412.
(5) Re.2000 Héja 1 (V.428) del 1./1 Szazad, Gruppo Caccia Indipendente (Onállò Vadász Ostály) della Brigata Aerea aggregata al 2° esercito ungherese, Unione Sovietica, estate 1942. (5a) Metà e metà del V.428. (5b) La "vespa" simbolo del 1./1 Szazad.



 
(6) Re.2000 (J 20) della 1a Divisione, Flygflottilj 10, Angelholm, Svezia, inizi del 1945 e (6a) lo stesso aereo visto metà e metà.
(7) Re.2000 di costruzione MAVAG Héja II (V.613), difesa della patria, Ferihegy, primavera 1943. Notare le insegne nazionali ungheresi adottate a partire dalla fine del 1941.
(8) Primo pianobdell'Re.2000 dell'F 10, che mostra (8a) il "fantasma" simbolo della 1 Divisione
(9) Re.2001 della 362a squadriglia 22° Gruppo "Spauracchio 52° Stormo, a Capodichino, maggio 1943. (9a) Emblema del 22° Gruppo
(10) Re.2001, 150a squadriglia, 2° Gruppo "Golletto", 6° Stormo, Pantelleria, agosto 1942 (10a) Emblema del 2° Gruppo
(11) Re.2001, 82a squadriglia, 21° Gruppo, 51° Stormo, Aeronautica militare italiana co-belligerante, Puglia, fine del 1943 e (11a) lo stesso aereo visto dall'alto.



          



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