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I Leopard dell'Esercito Italiano

REF. STORICHE
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Tutto modellismo
Serivizio di Riccardo Niccoli

I Leopard dell'Esercito Italiano


- Vista della piastra posteriore dello scafo, abbondantemente impolverata al termine di un’attività addestrativa. Si possono notare la posizione delle insegne, le cassette porta attrezzi, il fermo del cannone, due cavi di traino e due maglie di cingolo di riserva.



- Vista laterale della torretta. Notare la posizione dei quattro lancia fumogeni, delle tre maniglie e dei portelli dell’equipaggio. Il carro in primo piano e di produzione OTO Melara, mentre quello in secondo piano è della Krauss Maffei. I rettangoli colorati sul lato torretta identificato le diverse compagnie all’interno del reggimento.



- Operazioni di sostituire del motore per un Leopard del 4° reggimento Carri. Notare la posizione trasversale della torretta.



- Dettaglio del treno di rotolamento (con rulli portanti e ruota motrice), e della zona degli scarichi motore.



- Primo piano del frontale del carro. In evidenzia la posizione delle insegne e dei fari. Nonché la parte anteriore dei parafanghi, in gomma flessibile.



- Ancora un carro del 20° Battaglione “Pentimalli” fotografo durante l’esercitazione “Ticino 85” Notare il camuffamento temporaneo del mezzo con frasche e felci.
Le origini del carro armato Leopard risalgono agli accordi anglo-franco-tedeschi del novembre 1956, miranti a produrre un nuovo carro da battaglia europeo per sostituire gli M47 americani al momento in servizio.
 
I tedeschi, stabilite nel 1957 le specifiche, diedero vita a due diversi progetti realizzati da due gruppi industriali. Nel 1962 il progetto del cosiddetto “gruppo B” fu cancellato per ragioni finanziare. Nel 1963 il veicolo del “gruppo A” fu presentato alla stampa e fu messo a confronto con il prodotto francese, l’AMX-30. Nessuno dei due carri risultò nettamente vincitore, e cosi sia la Francia che la Francia che la Germania decisero di proseguire per la propria strada, adottando i rispettivi mezzi.

L’incarico della produzione di serie del nuovo carro, battezzato “Leopard”, fu dato alla Krauss Maffei, consegnò il primo mezzo all’esercito tedesco (Bundeswehr) nel settembre 1965. L’esercito Italiano (EI) si interessò subito al nuovo carro, ma per motivi di urgenza adottò nel 1965 il carro statunitense M60A1, consegnato in 300 esemplari.

Cinque anni piu’ tardi, l’EI prese di nuovo in esame il prodotto tedesco, che si stava dimostrando il miglior carro da battaglia della NATO, ordinando 200 esemplari del modello 1A1 alla Krauss Maffei, mentre la OTO Melara acquisiva la produzione su licenza dello stesso mezzo.

Nel 1971-72 giungevano cosi 200 Leopard 1, più 69, Bergeleopard Pz. 2 (Carri soccorso), 14 Pionierpanzer Pz. 2A-1 Leopard (carri genio pionieri) e 9 carri-scuola con torretta vetrata, tipo "camion Dal 1974 al 1983, la OTO Melara, inoltre, consegnava 720 Leopard 1A1, 68 Bergeleopard, 26 Pionierpanzer e 64 Bruckenlgerpanzer Br.Pz. 1 "Biber" (Leopard getta ponte). In totale, quindi, l'EI ha avuto in servizio fino ad un massimo di 920 carri e 250 mezzi speciali su scafo Leopard. Il Leopard ha equipaggiato in passato i battaglioni carri e i battaglioni corazzati delle Brigate corazzate "Centauro", "Mameli" e "Pozzuolo del Friuli"; delle Brigate meccanizzate "Goito", "Legnano", "Garibaldi", "Vittorio Veneto", "Gorizia", "Trieste", "Mantova", "Brescia"; e delle Brigate motorizzate "Acqui", "Cremona", "Aosta", "Friuli", "Pinerolo", "Sassari" e "Granatieri di Sardegna", più i reparti delle scuole corazzate.



- Un Leopard di costruzione OTO Melara del 1° Battaglione carri “Cracco” dell’allora Brigata Corazzata-Massazza, al termine dell’esercitazione “Curtone 84”, nel 1984. In evidenzia la generale sporcatura del mezzo, il dispositivo da esercitazione Krauss Maffei sulla canna del cannone, la posizione e la lunghezza dell’antenna radio.



- Un Leopard del 4 Reggimento Carri della 31 Brigata Centauro in azione sull’area addestrativa di Bellinzago.



- Dettaglio della zona porta attrezzi sul lato destro dello scafo


- A SINISTRA: Dettaglio della cupola del capocarro, dotata di periscopio a ingrandimenti in posizione anteriore, e di mitragliatrice MG 42/59 da 7,62 mm
- A DESTRA: Primo piano sullo scudo di protezione del pezzo Vickers L7Al da 105/51

 


- Un Leopard del 20° battaglione carri "Pentimalli" ripreso durante l'attraversamento del fiume Ticino su un ponte del Genio nel corso dell'esercitazione "Ticino 85".

L’organico tipico di un battaglione carri prevedeva un comando, una compagnia comando e servizi e tre compagnie carri; queste ultime articolate su un plotone comando servizi più tre plotoni carri di cinque Leopard ciascuno. Una compagnia schierava 16 Leopard più un Bergelopard. E in corso di trasformazione l'organico del plotone carri, che passa da cinque a quattro mezzi, portando così il numero dei carri per battaglione da 49 a 40. Oggi, dopo i drastici tagli apportati alla struttura ed ai mezzi dell'EI, pochi reparti rimangono in servizio con il carro tedesco, e di questi la Brigata Centauro vedrà presto arrivare i nuovi carri "Ariete" in sostituzione dei suoi anziani Leopard.
 

Le caratteristiche tecniche di questo carro sono ben note, per cui ci soffermeremo solo a ricordare le particolarità che differenziano i Leopard italiani di costruzione OTO Melara da quelli di produzione Krauss Maffei. I primi, infatti, sono stati dotati originariamente di cambio sterzo automatico, manicotto antidistorsione applicato alla canna del pezzo Vickers L7A1 da 105/51, cingolatura Diehl D640A con pattini in gomma estraibili, apparato ad intensificazione di luce e impianto NBC in un blocco unico.

Queste caratteristiche, ad eccezione di quella riguardante l'impianto NBC, sono state successivamente introdotte anche sulla maggior parte dei mezzi Krauss Maffei. Esternamente, l'unico modo di distinguere le due versioni è dato dalla diversa forma dello scudo laterale di protezione del telemetro, ai due lati della torretta, che è di forma circolare per i mezzi tedeschi e ovale per quelli di produzione italiana.

La colorazione dei carri italiani è in bianco all'interno e in "verde scuro NATO" all'esterno; un colore a cui ben difficilmente si può dare un riferimento modellistico preciso. Infatti, secondo il livello di usura di esposizione agli agenti atmosferici, al fango e ai lavaggi, i nostri Leopard hanno delle colorazioni che vanno dal verde fin quasi al marrone passando per il verde oliva grigiastro. Per dipingere il nostro eventuale modello, sarà quindi opportuno decidere prima se riprodurlo pulito "da parata" o sporco in condizioni operative, e quindi basarsi su una buona documentazione fotografica, che ci auguriamo possa essere costituita già da questo servizio.



- Vista generale di tre/quarti anteriore di un Leopard 1 di costruzione Krauss Maffei, come evidenziato dai copri telemetro ai lati della torretta, di forma circolare.
 


- Schieramento di Leopard con cannone a elevazione massima al termine di una esercitazione. Da notare i segni di usura dei cingoli e lo strato di fango e polvere che copre quasi interamente la colorazione originale



- A SINISTRA: Primo piano sul motore policarburante Daimler Benz MTU MB 838 erogante 830 HP a 2.200 giri/min.
- A DESTRA: La zona posteriore del carro, con in evidenzia il cesto portaoggetti sul retro della torretta e le piastre del cofano motore con la griglia di ventilazione.


- Particolare del lato anteriore sinistro dello scafo con la dotazione completa
di attrezzi. Questo mezzo è di produzione OTO Melara, come indica il copri telemetro in torretta, di forma ovale.



- Primo piano sulla botola di accesso al posto di pilotaggio, dotato di tre iposcopi per la visione a portello chiuso.



- Un Leopard del 20° Battaglione carri Pentimalli" della Brigata Meccanizzata "Legnano ripreso durante l'esercitazione tornado 85 Sul poligono di Candelo-Massazza nel 1985

Ora ci dedicheremo all'esame delle varianti da supporto che sono state sviluppate dal modello di base e che sono entrate in servizio con l'Esercito Italiano.



- Un Bergeleopard ripreso con il braccio della gru in posizione di lavoro



- Vista di tre quarti posteriore di un Bergeleopard. In evidenza la barra di traino e il rullo di ricambio sul cofano motore.
La prima e più ovvia versione di questo carro è stata quella da soccorso, necessaria per il recupero di Leopard 1 in avaria o danneggiati in combattimento. Il Bergepanzer 2 (detto anche Bergeleopard Pz. 2) è stato sviluppato dalla Porsche sin dal 1962 con lo scopo di mantenere la massima comunanza di parti con il carro da battaglia, obiettivo raggiunto, dato che il Bergeleopard ha il 75% di componenti in comune con I'MBT.

L'equipaggio è costituito da quattro uomini e l'armamento comprende due mitragliatrici MG 42/59 da 7,62 mm. L'equipaggiamento di soccorso è composto da un verricello principale interno al mezzo, con cavo di 90 metri e capacità di traino normale sino a 35 tonnellate, che possono essere raddoppiate con l'uso di una puleggia. Un secondo verricello interno può trainare sino ad un massimo di 35 tonnellate. Sulla prua del mezzo è montata una lama stabilizzatrice, mentre sul lato anteriore destro si trova una gru idraulica che può sollevare carichi sino a 20 tonnellate.



- Primo piano sulla prua di un Bergeleopard. Si nota la lama stabilizzatrice in posizione di marcia e la puleggia di traino, qui in posizione di stivaggio



- Lato destro di un Bergeleopard



- Il compartimento equipaggio del Bergeleopard visto dal cofano motore. Si nota la cupola del capocarro dotata di una rudimentale copertura parasole.



- la fiancata anteriore sinistra del Bergeleopard. In evidenza i due ampi portelli per l'equipaggio e gli otto dispositive lance fumogeni



- A SINISTRA: Primo piano sul braccio della gru di un Pionierpanzer
-  A DESTRA: Vista della zona posteriore del Bergeleopard



- In primo piano l'ampia ma apripista del Pionierpanzer il disco giallo indicante la classe di tonnellaggio, si può vedere postazione della mitragliatrice di scafo.
Il Bergeleopard ha un peso in ordine di combattimento di 39,8 tonnellate una velocità massima di 62 km/h ed un'autonomia massima di 850 km. l Pionierpanzer Leopard (Pionierpanzer Pz.2Al) è stato invece sviluppato a partire dal 1966 per equipaggiare i reparti del genio pionieri delle unità corazzate, seguendo i principi di omogeneità già adottati nella realizzazione del Bergeleopard, da cui è strettamente derivato.

Il Pionierpanzer si distingue per la presenza di una più grande lama anteriore, adatta ad essere usata come movimento terra e apripista, di una trivella che può essere montata sul braccio della gru e di equipaggiamento vario del genio (tra cui oltre 100 kg di esplosivo per demolizione) Il Pionierpanzer può anche essere usato come carro recupero. Infine, introdotto in servizio in Germania nel 1975, il Brückenlegerpanzer Br.Pz.1 "Biber" è la speciale versione getta ponte del Leopard, destinata a facilitare il superamento di piccoli corsi d'acqua, canali e fossati fino ad una larghezza di 20 metri.

Il Biber ha un equipaggio di due uomini e presenta uno scafo molto simile a quello dell'MBT (se si escludono i supporti di lancio e trasporto degli elementi di ponte. Quest'ultimo, denominato MLC 60, si compone di due parti, ciascuna lunga 11 metri, normalmente trasportate una sopra l'altra, e che scorrono orizzontalmente nella fase di lancio. Dopo l'uso, il ponte, che è della classe delle 60 tonnellate, può essere recuperato dallo stesso carro tramite agganci presenti alle due estremità. Il peso totale del mezzo è di 45,3 tonnellate. Nell'Esercito Italiano sono entrati in servizio un totale di 137 Bergeleopard, 40 Pionierpanzer e 64 Biber.

 I carri recupero sono distribuiti a livello compagnia e reggimento carri, mentre i carri pionieri e gettaponte equipaggiano le compagnie genio pionieri dei comandi a livello brigata.


- Un Pionierpanzen ripreso al parcheggio. La struttura generale del mezzo è molto simile a quella del Bergeleopar
 


- l compartimento equipaggio di un Pionierpanzer quasi identico a quello del Bergeleopard



- La zona posteriore del Pionierpanzer con in evidenza la trivella in posizione di stivaggio.



- Un Bruckenlegerpanzer Br.Pz.1 "Biber", con il ponte in posizione di marcia.



- Il cielo della camera di combattimento del Biber con,a destra, la cupola del capocarro.



- Ancora una vista del cielo dello scafo del Biber



- Vista del braccio di lancio di un Biber, privo degli elementi di ponte, La lama stabilizzatrice è sollevata in posizione di marcia.



- Vista posteriore del carro getta ponte Biber, con in evidenza la struttura di supporto degli elementi di ponte.



- Vista della zona motore di un Biber. In primo piano a destra la struttura di supporto posteriore degli elementi di ponte.

    
 




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