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Navi in legno o plastica

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Modellismo pratico
Navi antiche in plastica

Navi in legno o plastica

-Le scatole di montaggio in plastica delle navi antiche sono molto valide, oltre che per il contenuto anche per le informazioni che forniscono sui modelli.


-L'uso di patine e diverse tonalità dà verosimiglianza e forza ai modelli.


-A volte un buon lavoro di pittura rende difficile l'identificazione dei materiali: è legno o plastica?

Anche se poco considerato da alcuni appassionati, questo è uno dei capitoli più interessanti del modellismo in scala. In altre specialità del modellismo, la pittura con la quale si suppone siano dipinti gli oggetti originali, carri armati, navi moderne o aerei, nasconde il materiale con il quale effettivamente sono fabbricati i modelli: la plastica. Una nave antica, invece ha o poteva avere la maggior parte della superficie allo scoperto, senza una pittura che possa nascondere il materiale con cui è costruita. Ed è qui che il campo delle possibilità per il modellista si apre in un modo insospettato.

E l'unica specialità in cui bisogna imitare, sia nella trama che nel colore, le molteplici varietà del materiale originale: il legno. Normalmente nei cataloghi le navi antiche appaiono dipinte con colori piatti, bruni, marroni, terre di Siena, come se fossero pareti, danno allo spettatore una misera impressione di irrealtà che in molti casi gli causa un ripensamento al momento di decidere fra questa o un'altra specialità. Il nostro interesse si concentrerà nel dimostrare le enormi possibilità che offre ognuno di questi modelli, dei quali sul mercato esistono dei veri gioielli, e che non ci daranno soltanto grandi soddisfazioni co me appassionati dei lavori manuali ma che, una volta termina diventeranno oggetti decora di prim'ordine.
 
Anche per le navi antiche, come nel caso delle navi moderne, troviamo diverse modalità di presentazione dei pezzi dello scafo nelle scatole di montaggio. Normalmente lo scafo si presenta diviso in due metà uguali, anche se possiamo trovarlo in un unico pezzo. L'unione di questi pezzi presenta gli stessi problemi che abbiamo già affrontato e che si risolvono facilmente. Come al solito consigliamo uno studio preventivo dei pezzi, comparandoli con i piani costruttivi del kit, fino a familiarizzarsi completamente con essi.

D'altra parte è molto importante trovare tutta la documentazione possibile sulla nave in questione e sulla sua epoca. Quanto meglio si conoscano i perché e le finalità di ognuno dei pezzi del nostro modello, migliore sarà il risultato finale.
Colorazione della plastica
Ogni nave offre diverse possibilità di colorazione, che dipendono dal legno con cui è stata costruita; si passa infatti dalle tonalità rossastre di qualche galeone spagnolo costruito con mogano, alle tonalità noce di altre imbarcazioni, passando per il rovere ed il pino.
La prima cosa da decidere è quindi il legno della nostra nave, poi i colori adatti. Supponiamo pertanto di voler ottenere una tonalità noce scuro In primo luogo daremo allo scafo una mano di marrone, che lasceremo asciugare completamente e che ci servirà da base e imprimitura.


-La combinazione di tonalità di legni diversi e il buon gusto nella simulazione di usure, oltre ad effetti come quelli dell imbullettature, contribuiscono a questa apparenza di realtà.


-Specchio di poppa di uno sciabecco il cui effetto pittorico ricorda l'estetica del XVIII secolo.


-Nessun dettaglio deve essere trascurato dall'osservazione e dal lavoro del modellista.

Su questo strato di pittura applicheremo, tavola per tavola, una mescolanza di rosso verde, ma sempre entro la gamma dei marroni, senza arrivare mai al verde. Alcune tavole saranno più rossastre; altre, la maggior parte, andranno verso il marrone verdastro, altre ancora, intercalate, si lasceranno con il marrone base

Possiamo terminare qui la colorazione dello scafo, ma se vogliamo arricchirla applicheremo una tinta terra di Siena a pennello asciutto molto leggero, per evidenziare le venature incise sul fasciame. Anche a questo punto si potrebbe considerare concluso il nostro lavoro sullo scafo, ma possiamo andare oltre, e migliorare ulteriormente la nave. Per questo lasceremo asciugare la pittura almeno tre giorni e, quando avremo la sicurezza che sia completamente asciutta, diluiremo del bitume di Giudea con acquaragia e lo applicheremo con un pennello morbido su tutta la superficie dello scafo. Possiamo applicare un altro tipo di patina, usando le vernici colorate che si trovano in commercio, acriliche o oleose.

Quelle che si vendono normalmente sono mogano, noce chiaro, noce scuro, ciliegio e rovere chiaro e scuro. Ognuna di esse si deve applicare su un colore base in tinta con la vernice. Se la vernice è mogano, daremo prima uno strato di marrone rossastro; se è rovere, una terra di Siena bruciata o naturale; se è noce un marrone o un marrone rossastro, ecc.; in pratica tutta la gamma di possibilità e sfumature che racchiudono i colori. Sia il bitume di Giudea che le altre patine o vernici hanno una finitura lucida o satinata; per smorzare questa lucentezza basterà applicare della vernice opaca.


-Le decorazioni sono fondamentali per l'effetto finale dei modelli.


-A DESTRA Polena del Soleil Royal dipinta con una combinazione di oro e argento e ocra

E' consigliabile usare colori e vernici con gli stessi componenti, soprattutto se la prima mano di pittura è un colore ad olio, dato che applicando una vernice acrilica la cosa più probabile è che la superficie oleosa respinga o non riesca a coprire la pittura. Si potranno migliorare
con delle patine anche le navi con la carena dipinta in bianco. Le patine si daranno allo stato puro, sulla pittura che deve essere sempre ben asciutta e si toglieranno con un panno prima che arrivino allo stato di fuori polvere», cioè quando non sono ancora completamente asciutte, ma appiccicose al tatto. Con gli acrilici bisogna fare particolare attenzione per la rapidità con cui asciugano.

Quando la nave ha delle bande di colore o va dipinta totalmente conviene invecchiare la pittura per darle personalità. Qualunque patina è utile per questo scopo, applicata nel modo prima descritto. Nelle zone in cui si fosse accumulata una quantità eccessiva di patina, possiamo diluirla sia applicando solvente con un panno, facendo attenzione a non asportare il colore base, sia mediante la tecnica delle velature con lo stesso colore o con la tecnica del pennello asciutto.
Colorazione delle coperte
La coperta di una nave in plastica dipinta con un colore piatto è uno degli spettacoli più deprimenti nel mondo del modellismo, perché è proprio li dove l'attenzione dello spettatore si concentra maggiormente.

Riprendiamo pertanto le tecniche descritte nel fascicolo N°5 Tecniche di pittura: generalità) applicandole all'imitazione del legname sulla plastica. Il colore base della coperta deve essere innanzitutto sempre più chiaro, in contrasto con il resto delle strutture della nave; una volta ben asciutta la pittura, si procede a ridipingere il tavolato con diverse tinte marroni. In alcuni casi il tavolato è appena segnato con una linea sporgente sulle coperte dei modellini, ma in questo caso lo tracciamo da soli con una riga e la lama.


-La cura nei dettagli, nelle manovre e negli interni è di vitale importanza, dato che lo spettatore osserverà e si stupirà con un buon lavoro.


-I remi di questo sciabecco sono stati dipinti dando il pennello asciutto su una base scura, ed evidenziando le venature del legno.

-Una nave antica non solo deve dare l'impressione di realtà per l'imitazione dei materiali, ma anche per l'uso e l'usura degli stessi.

Per prima cosa si carteggerà tutta la coperta per pareggiare le linee del tavolato, poi si imiteranno le venature del legno con la punta della lama e di nuovo si carteggerà leggermente tutta la superficie per pareggiarla prima di cominciare a dipingere. Un altro sistema per imitare il tavolato di una coperta liscia è dare il colore base e tracciare, quando sia ben asciutta la pittura, le linee d'unione fra i listelli con
una penna a china, aiutandosi con una riga. Poi, con la stessa penna a china, si imiterà l'imbullettatura. Le tonalità del legno si possono imitare diluendo i colori prima di applicarli, in modo che il calafataggio e l'imbullettatura traspariscano. Un altro procedimento è imitare il legno direttamente con il colore non diluito e poi tracciare il calafataggio ed imitare i chiodi e i perni nel modo che vedremo più avanti.

Per ultimo, un altro procedimento che a volte dà buoni risultati, ma di difficile esecuzione consiste nell'applicare sul colore base una vernice colorata con un pennello duro, in modo che passandolo sul colore in stato di «fuori polvere» asporti parte della vernice, lasciando allo scoperto delle linee del colore di base che simulino le venature del legno. Poi si stenderà una vernice opaca per togliere il lucido eccessivo. Maneggiando il pennello con una certa abilità, questa tecnica può dare dei risultati molto soddisfacenti, ma conviene fare prima delle prove, per trovare il metodo più adatto. Gli accessori della coperta e dell'interno della nave normalmente si dipingono con tinte più scure tendenti al noce, al mogano o al rovere scuro.

A tutti i pezzi che appariscano completamente lisci si possono incidere o dipingere le venature del legno. Di solito nelle navi antiche, del XVI e XVIII secolo, si dipingevano in rosso la parte interna delle murate, le pareti delle falchette, le modanature, dei boccaporti e gli affusti dei cannoni. Conviene, se dipingiamo con questo colore, dare una patina al rosso o sfumarlo verso le tinte scure nelle zone più nascoste, e con toni più chiari e consumati nelle parti sporgenti. Sul legno visibile, in zone molto consumate per l'uso, come cavigliere, passerelle, bordi di capodibanda, eccetera, si può dare un tono più chiaro con pennello asciutto leggero, in modo da evidenziare la trama del legno levigato.

In tutti questi casi, il pennello asciutto si deve dare con molta leggerezza e controllo, perché il colore non prenda un aspetto lattiginoso o granuloso che rovinerebbe il pezzo; il risultato deve essere liscio come il corrimano di una scala di legno. Per rifinire questo aspetto si può dare uno strato di vernice trasparente satinata.
Decorazione
Uno degli aspetti più belli di questa specialità del modellismo sono le decorazioni navali. Le navi antiche di solito avevano una profusione di intagli e decorazioni dipinti e dorati per affermare il prestigio delle rispettive nazioni. Questo effetto di grandiosità è quello che dovremo ottenere con la nostra colorazione. Per questo daremo prima un colore base che può essere nero, azzurro qualunque altro colore che contrasti con l'oro, l'argento o il giallo utilizzati per dipingere gli intagli e le decorazioni. Il colore usato più frequentemente da inglesi e spagnoli è il nero, come il celeste dai francesi del XVII secolo.

 
Se le decorazioni sono dorate possiamo applicare il colore con la tecnica del pennello asciutto, facendo attenzione a non arrivare al fondo scuro, che deve restare senza pittura dorata. Poi con un pennello sottile daremo la porporina pura nelle zone più sporgenti, sfumandola verso le estremità. Se vogliamo dare una lucentezza particolare in certi punti, mescoleremo l'oro con un po' d'argento e stenderemo l'emulsione più pura e brillante possibile sulla zona da trattare, sfumandone i contorni con il resto della pittura. L'applicazione pura e semplice del pennello asciutto sugli intagli non riesce a ricavare da questi tutto l'effetto di un lavoro più paziente e costante.


-Albero di uno sciabecco con le sue manovre I cavi dovranno essere tesi e trattati prima di collocarli.

Se le decorazioni sono chiare come il fondo, conviene contornare tutta la decorazione con un colore scuro, ombra naturale, marrone o nero, prima di procedere alla colorazione definitiva, che si realizzerà come nel caso precedente. Alla fine del XVII secolo quasi tutte le marine sostituirono la decorazione dorata con la pittura, e la grande quantità di decorazioni ed intagli con una decorazione molto più ridotta e sobria, soprattutto per l'alto costo che raggiungevano le navi. L'oro venne sostituito di solito con il giallo cadmio o l'ocra gialla, mentre quasi tutte le marine del mondo dipinsero le navi in nero con bande gialle o bianche.

Poiché il giallo è difficile da applicare su un fondo nero, sempre che sia possibile seguiremo il procedimento inverso. Prima si dipingerà il pezzo in giallo, che lasceremo asciugare almeno due giorni, poi si darà una patina come nei casi precedenti, asportandola con un panno prima che asciughi. La colorazione dei cannoni realizzerà come già spiegato in un altro punto di questa collana.

A seconda del metallo scelto, la ghisa si dipingerà con pittura nera ed il rame con marrone, rosso e verde per imitare il bronzo ossidato. Un modo per aumentare il realismo dei modellini di navi è dotare l'artiglieria di tutto il suo paranco, con la braca, che è la grossa fune che fissa il cannone alla murata, e le bigotte ed i bozzelli per trascinarlo e metterlo in posizione, le ceste delle munizioni, i calcatoi ed i pulitori. Le imbarcazioni minori delle navi di solito non hanno coste e il fasciame incisi, ed in molti casi nemmeno i carabottini e il tavolato per poter camminare all'interno.

-A SINISTRA: Coffa del XVIII secolo a forma di D con rinforzi
radiali. In questo caso il pennello asciutto contribuisce a creare contrasti.
- A DESTRA: Coffa rotonda tipica dei vascelli del XVII secolo.


-Vela di sciabecco confezionata in tela. Un buon sostituto per quelle di
plastica delle scatole di montaggio.

E' una miglioria facile da realizzare, e che si può fare incidendo con una lama le unioni delle tavole ed incollando sottili striscioline di plastica per imitare le coste. Allo stesso modo il tavolato si costruirà con strisce di plastica un po' più larghe di quelle usate per le coste. E' di grande effetto collocare all'interno delle lance già dipinte i remi, piccoli rotoli di corda, qualche barilotto, un rampone e inchiodare alcuni golfari di ferro ad anello.

Poiché queste barche erano dotate di un piccolo albero con vela latina, lo possiamo fabbricare, così come l'antenna della vela, con asticella di plastica o di legno e collocarli sdraiati e legati dentro la barca. Per ultimo metteremo lungo il capodibanda e ad entrambi i lati dei banchi gli scalmi per fissare i remi.
Alberatura
Gli alberi, i pennoni e le coffe si lavoreranno e dipingeranno come il resto dei pezzi della nave. Se gli alberi sono di un colore chiaro, giallo, bianco o marrone chiaro, si darà una patina primadi dipingere i collari, che generalmente sono neri, e collocare quelli fabbricati con pezzi di cavo anch'essi di solito neri perché incatramati. Anche le coffe di solito sono nere o marroni, salvo nelle navi più recenti in cui si dipingevano in bianco.

Fino alla fine del XVII secolo erano rotonde e rinforzate nella parte superiore con delle tavole collocate radialmente; a partire dal XVII secolo prendono la forma di una D ma conservando i rinforzi. Nei modellini conviene ripassare i rinforzi a pennello asciutto con una tinta più chiara, per evidenziarli I pennoni di solito sono dipinti in nero, anche se si possono dipingere in marrone e dare poi una patina scura. Alberi, coffe e pennoni dovranno essere dotati di tutti i bozzelli prima di cominciare la collocazione.

Si seguirà lo stesso procedimento di una nave in legno, avendo l'avvertenza di dipingere in marroni bozzelli e bigotte prima di sistemarli. Tutto il cordame che assicura alberi, stragli, sartie, griselle, paterazzi e venti si dipingerà di nero, perché i cavi erano sempre incatramati per proteggerli dalle intemperie. Un altro trattamento che si può usare è incollarli con colla vinilica e poi dipingerli con bitume di Giudea, con il quale
acquisteranno un aspetto più realistico, soprattutto se si ha la pazienza di rivestire con filo gli stragli e le sartie.


-Impressionante alberatura del «Pamir». Per vele curvate e in posizione, si stenderà una vernice trasparente e si manterranno nella giusta posizione fino a che la vernice

Le vele
Possiamo usare quelle che si trovano nella scatola di montaggio, o sostituirle con altre di tela. Nel primo caso si dipingeranno con un'ocra gialla molto diluita, soprattutto se la vela di plastica ha la trama della tela stampata. Incolleremo lungo i bordi un cavo con adesivo a contatto, lasciando una piega ad ogni angolo per formare le bugne, e con una penna a china disegneremo le cuciture delle strisce di tela.

Conviene diluire l'inchiostro con acqua di stillata per non dare un eccessivo contrasto. L'inconveniente delle vele di plastica delle scatole di montaggio è che sono molto sottili, pertanto i componenti dei colori, gli adesivi ed il tempo finiscono prima o poi con l'intaccarle e rovinarle.


-L'invecchiamento della tela si ottiene con infusioni di tèo caffè.

D'altra parte se sono spesse perdono realismo anche se ben dipinte. Per tutte queste ragioni, è meglio sostituirle. In modelli piccoli si possono sostituire con vele fabbricate con carta vegetale incollata e dipinta; le vele raccolte si imiteranno invece con carta crespata incollata e modellata. Nei modelli grandi la cosa migliore è sostituirle con vele di tela.

Si tingeranno con un'infusione di tè o di caffè e, se si vuole dare loro un po' di forma, si bagneranno con vernice, modellandole fino a che asciughino nella posizione adatta. Per questo scopo le migliori vernici sono quelle acriliche che asciugano velocemente e non intaccano la tela.

Con le bandiere e gli stendardi succede lo stesso che con le vele, ma è più difficile sostituirli con altri di tela per i problemi che sorgono al momento di dipingerli. Per questi la cosa più indicata è usare carta vegetale o, se si sfruttano le bandiere di plastica della scatola di montaggio, la cosa migliore è dipingerle con acrilici.
 

-Galera reale francese con i suoi grandi stendardi al vento. Questo è uno degli effetti più difficili da ottenere.

Imitazione del legno sulla plastica.
Spesso vediamo navi antiche in plastica dipinte con colori piatti, senza nessuna sfumatura. Per questo molti possibili appassionati di modellismo navale li rifiutano e disprezzano decisamente.
E' un grave errore, perché i vantaggi che si possono trarre dalla plastica, dati gli ottimi pezzi che si trovano in commercio, sono innumerevoli: non c'è nessun limite, se non quello della fantasia e
dell'abilità.

Per imitare il legno in una nave di plastica utilizzeremo procedimenti simili a quelli usati per tingere il legno autentico. Per prima cosa verificheremo se il colore della plastica ci possa servire come base, osservando anche se sulla plastica sono riprodotte le venature del tavolato. II procedimento di colorazione richiede pazienza, ma i risultati sono spettacolari. Per dipingere le coperte, se il colore della plastica è scuro, applicheremo una base chiara, delle molte che esistono fra i marroni, con colori ad olio o acrilici.

Quando sia ben asciutta la base prepareremo un marrone mescolando rosso e verde. Se per la base abbiamo utilizzato colori ad olio, useremo ora colori acrilici o viceversa, per evitare che il solvente intacchi il colore base. Per i colori ad olio useremo come solvente l’acqua raggia. Per evitare una tinta troppo uniforme, nondovremo mescolare i colori direttamente, ma utilizzeremo una tavolozza dalla quale preleveremo con il pennello i colori puri nella quantità man mano necessaria, mescolando verde e rosso unitamente al diluente.

Con il colore molto diluito, quindi, daremo la tonalità desiderata tavola per tavola, a volte marrone, altre verdastra ed altre più rossastra, anche se la tonalità dominante deve essere quella della base ed i colori molto leggeri e diluiti.


Il calafataggio si può imitare con una penna a china con nero o una tinta neutra (per esempio marrone) o grigiastra. I legni scuri si possono imitare con la mescolanza dei colori non diluiti, cercando i contrasti e gli effetti che ci piacciano di più. Applicheremo poi le patine allo stesso modo di come lo abbiamo fatto con il legno, facendo attenzione a proteggere la pittura già applicata con una vernice trasparente.

Per ultimo realizzeremo le usure del legno, applicando un colore più chiaro sui bordi e sulle sporgenze con la tecnica del pennello asciutto molto leggero. Nelle zone profonde, per dare contrasto, potremo tracciare delle linee sottili con tinte neutre (marroni scuri) nelle unioni dei piani perpendicolari con la penna a china imiteremo chiodi ed i rivetti delle tavole. Le tecniche di invecchiamento sono le stesse che nei casi già studiati con il legno. I risultati di solito sono sorprendenti e spettacolari, fino al punto di confondere anche veri esperti.


-Per imitare il tavolato della coperta di una nave in plastica si dipingerà con un colore chiaro e si lascerà asciugare. Poi con rossoverde molto diluiti scolorerà tavola per tavola.



-Di nuovo le patine ci aiuteranno ad invecchiare il modello.






-Scafo della lancia modificato e stuccato. E' molto importante che le unioni di pezzi lisci grandi siano perfetta-mente nascosti.


            
           



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