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Rivetti

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Tutto modellismo
Tecniche di base

Realizzare i rivetti (aggiornato al 23.04.2019)


Anche se esistono in commercio alcun tipi di rivetti eseguiti in plastica iniettata, la loro realizzazione casalinga ha sempre fatto impazzire i modellisti, che hanno ideato numerosi sistemi, per lo piu’ noiosi e a volte costosi. Il sistema che presentiamo in questo articolo è invece, semplice ed economico.

Il sistema che proponiamo consiste nell’imprimere a caldo una barretta di plastica contro i fori di una lastrina foto incisa per ottenere, a rilievo dei rivetti da tagliare secondo le necessità. Abbiamo utilizzato a questo scopo una lastra foto incisa realizzata sperimentalmente nella nostra redazione.

Ma possono anche andar bene nelle maschere foto incise esistenti sul mercato come quelle della Verlinden (Cod. 280 o 281), progettate originalmente per tracciare le pennellature degli aerei; oppure, in alternativa alla fotoincisione, si può realizzare una piastrina in ottone con le forature eseguite col trapano (in questo caso si disporrà solo di fori rotondi).



-A sinistra: Rivetti posti sopra i faldoni ricostruiti di un Merkava II
-Al centro: Rinforzi negli interni di un A7V tedesco
-A destra: Rivetti sopra un modello in vacuum form  Del camion anfibio DUKW



-ll materiale necessario per realizzare i rivetti per un telaio in polistirene (sprue) una candela, un coltello affilato e una piastrina forata.



-La lastra foto incisa con vari tipi di fori da noi realizzata sperimentalmente


-Inizio del riscaldamento di un pezzo di plastica di un telaio di supporto degli elementi di un kit (sprue)



-Si fa ruotare il pezzo di sprue in modo che si ammorbidisca senza prendere fuoco



-Occorre tenere premuta sulla lastra, per alcuni secondi, la plastica ammorbidirla al calore.



-Rilievi sulla plastica in forma di rivetti rotondi; si può notare che non tutti i rivetti sono perfettamente riusciti



-Separazione dei pezzi dal loro supporto con un cutter

La piastrina da noi realizzata ha tre tipi di fori: quadrati, esagonale e rotondo; quest’ultimo è quello che si utilizza di più e che quindi abbiamo riprodotto sulla lastra in molte dimensioni. D’altro canto, i fori rotondi sono i migliori, perché quelli a forma quadrata permettono di ottenere buoni risultati solo per le grosse e medie dimensioni, dato che i quadratini più piccoli hanno la tendenza ad arrotondarsi, come succede spesso anche con i piccoli esagoni.

L’impiego della maschera è molto semplice e per realizzare i rivetti può essere utilizzato qualsiasi tipo di materiale, come la plastica, la resina epossidica, lo stucco bicomponente, ecc. benché, senza dubbio, il risultato migliore si ottenga con plastica dei pezzi dei kit (sprue), dalle quali si taglia un pezzo che si scalda al fuoco di una candela, tenendolo ad una distanza dalla fiamma di circa 1 cm e facendolo girare in modo che il calore si diffonda in modo uniforme sul pezzo, evitando di incendiare la plastica (se succede questo potrete buttare via il pezzo bruciato, perché risulterà inutilizza.
Quando noteremo che la plastica si è ammorbidita la presseremo sui fori della dimensione che ci serve, lasciandola in posizione per alcuni secondi: sulla plastica cosi lavorata si vedranno quindi, perfettamente formate le teste dei vari rivetti.

Otterremo pezzi della testa arrotondata se terremo sollevata la lastra lasciando spazio alla plastica per fu riuscire dalla parte opposta mentre, se appoggeremo la lastra su una superficie, i pezzi risultanti avranno la testa piana.
 
Quest’ultimo procedimento è importante nel caso di rivetti quadrati o esagonali. Un fattore che può essere rilevante è il tipo di plastica utilizzata. Benché tutte le ditte che producono plastica iniettata impieghino il polistirene, questo materiale varia molto, sia per quanto riguarda la durezza che per la flessibilità e la malleabilità. Pertanto è consigliabile provare vari prodotti e poi scegliere quello che, riproduce meglio le forme. Un altro aspetto da tenere presente è che il colore: si lavora meglio con colori chiari come i grigi, i beige, gli ocra, ecc., benché quelli scuri contrastino meglio sul plasticard bianco.

Conviene effettuare un certo numero di prove di stampaggio, poiché in dipendenza della grandezza dell’elemento forato che utilizzeremo e della bombatura naturale del pezzo di sprue, non tutti i rivetti ottenuti risulteranno delle dimensioni e del rilievo desiderati. Una volta ottenuti i rivetti necessari, dovremo separarli da loro supporto con un coltello ben affilato.

A questo proposito, occorre fare attenzione ad effettuare un taglio molto netto, esattamente al limite della radice del pezzo, in modo che abbia il maggior volume possibile. I rivetti tagliati si metteranno poi in un recipiente dal colore contrastante (ad esempio, un contenitore di pellicole fotografiche), per poterli distinguere bene una volta riposti. Il processo di montaggio comincia con il tracciare con la matita le linee sulla quale dovranno essere posti i rivetti, per poi segnare la distanza tra di essi con una croce: collocheremo il rivetto giusto al centro delle croci formate dalle linee stesse.


- a sinistra: Conservazione in un contenitore di colore contrastante, in modo che i rivetti siano ben visibili
- al centro: Applicazione di una goccia di vernice lucida sopra il punto dove dovrà essere incollato il rivetto
- a destra: I rivetti si prelevano dal contenitore con un filo metallico o con uno spillo inumiditi



-sopra prima foto: Collocazione del rivetto al posto giusto con la punta dello spillo
-sopra seconda foto: Perfetto allineamento dei rivetti sopra le croci tracciate con la matita



-sopra prima foto: Controllo con un contafili del corretto posizionamento dei rivetti
-sopra seconda foto: Le varie forme che si possono ottenere con i diversi fori  

-i rivetti di questo Merkva II sono stati realizzati ad uno ad uno con il metodo descritto nell'articolo

Per incollarli useremo della vernice lucida, che permette di fissare il modo preciso. Se ne prende una piccola quantità con del filo metallico e si deposita sulla zona di incollaggio, sulla quale trasferiremo poi il rivetto trasportato sulla punta di uno spillo inumidito, assicurandoci che la parte arrotondata rimanga verso l’esterno.

Se non abbiamo buona vista, è conveniente utilizzare una lente d’ingrandimento o un contafili da filatelico a quatto o cinque ingrandimenti, che ci permettano di dare gli ultimi ritocchi e collocare esattamente il pezzo al posto giusto. Questo procedimento, benché piuttosto lungo, è molto preciso.


 
       




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