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tutto modellismo Maggio 1995
Techiniche di base

Realizzare le rocce del West
(aggiornato al 12.04.2019)
Le rocce dell’Ovest americano, cosi tormentate e corrose dalle inclementi condizioni climatiche possiedono i fascino che accompagnale, a volte fantasiose epopee, degli indiani contrapposti agli invasori bianchi.

Il modello di ginepro selvatico descritto sul n°15 di tutto Modellismo si adatta perfettamente a questo ambientazione.


Il procedimento da seguire richiede prima di tutto l’osservazione, che può’ essere diretta oppure realizzata tramite fotografico, dato che esistono numerose ed eccellenti pubblicazioni dedicate al tema.

Una volta deciso il complesso di rocce da riprodurre si procede ad un minuzioso esame della sua forma e testura, cercando di scoprirne l’origine, perché la formazione naturali derivano il loro aspetto dall’azione delle intemperie e dell’avvicendarsi delle stagioni sui materiali di cui sono composte, in genere stratificati, che sono di durezze e caratteristiche differenti.

-a sinistra: Pezzi realizzati con fogli di sughero e base in compensato
- a destra: Elementi già adattati e con i volumi definitivi


- a sinistra: Applicazione di soliti strati di Das Pronto Bianco
- al centro: Adattamento alle rientranze ed alle forme con l’aiuto di un bulino
- a destra: Testurizzare dello stucco mediante un pennello con i peli tagliati

- a sinistra: Stecca per modellare utilizzata dalla parte sottile per realizzare larghi tagli.
- al centro: Stecca in posizione quasi piatta per effettuare rientranze.
- a destra: Tocchi effettuati con la punta della stecca, per realizzare piccole scanalature.


- a sinistra: Risultato finale, dopo aver dato numerosi tocchi,
- al centro: applicazioni di sassolini e ciottoli sopra lo stucco e la colla vinilica.
- a destra: superficie finale, sui cui sono state combinate aree di diversa granulazione.


-Nella zona dove verrà fissato, l’albero si lascia la cavità necessaria


- a sinistra: Primo strato di colore realizzato con l’xf-59 (Desert Yellow), applicato con l’aerografo
- a destra: Ombreggiatura delle cavità e delle scanalature, per realizzata con dell’xf-10 (flat Brown)

Modellatura
Si realizzano innanzitutto con fogli di sughero i diversi strati che riproducono le curve di livello he formano la roccia. Tagliandoli con un seghetto e completando la loro forma con una lama. In questa fase cercare di definire i volumi generali. Gli strati di sughero si incollano con della colla a contatto. In seguito si stende nella zona su cui si sta lavorando della colla vinilica rapida (Colla aceto vinilica), sulla quale si premono degli strati di stucco (Das bianco)  di sei o sette millimetri di spessore, distribuendoli e adattandoli delle forme del sughero.

- a sinistra: Lavatura realizzata con una mescolanza di terra d’ombra naturale, marrone cioccolato
e un po’ di nero
- a destra: Il colore va introdotto bene in tutte le fenditure


-Dopo aver applicato la lavatura, l’aspetto generale della roccia è piuttosto irregolare e cupo

TABELLA DEI COLORI
Base:
X-59 (Desert Yellow), XF-10 (Flat Brown)
Lavature:
 terra d’ombra naturale + marrone cioccolato + nero
Lumeggiature a pennello asciutto:
terra d’ombra naturale
-marrone cioccolato – marrone rossiccio –
-marrone chiaro – marrone giallastro – marrone dorato
- beige – grigio (per le venature)
Ritocchi: terra d’ombra naturale
- a sinistra: Prima mano di color di Siena bruciata applicata con il pennello asciutto
- a destra: Seconda mano di colore realizzata con marrone rossiccio


- a sinistra: Terza lumeggiatura realizzata con marrone giallognolo.
- a destra: In questa fase occorre applicare due colori: prima il marrone dorato e poi il beige.

Successivamente si testurizza la zona con un vecchio pennello con i peli tagliati, con il quale si esercita una certa pressione per ottenere una superficie rugosa e piena di piccole cavità; conviene poi lisciare l’insieme con un pennello morbido inumidito con acqua, in modo da eliminare le protuberanze eccessive senza intaccare la testura.

Il passo successivo è molto importante e consiste nel dettagliare la superficie con una stecca per modellare che abbia due punte: una sottile come una lama, l’altra smussata e arrotondata.

Utilizzando una o l’altra estremità, si realizzano tratti precisi di diverso tipo: orizzontali, verticali, larghi, stretti, lunghi o corti e si creano minute fessure riempendo cosi la superficie di vari dettagli e forme che diano una sensazione di grande complessità.

Terminata la roccia, si realizza il terreno propriamente detto: si preparano i declini con dello stucco, ricoprendoli con colla vinilica aggiungendo sopra questa ultima terra a grani di diverso spessore, da molto fini a grossi, e anche dei sassolini. Dopo aver ricoperto la superficie si esercita una leggera pressione sui sassi affinché affondino nel terreno.

Una volta asciugata la colla, tutti gli elementi resteranno fissi. In questa fase conviene realizzare la base sui va posizionato l’albero lasciando una cavità per la sua successiva collocazione.

-Dettaglio di un lato della roccia, ove insieme al beige è stato utilizzato i grigio, formato delle venature

Decorazione
L’idea che tutte le rocce siano uniforme grigie e prive di fondamento. In realtà, la natura presenta una vastissima tavolozza di colori sia per la composizione stessa delle rocce, che per i licheni ed i muschi che a volte le ricoprono, senza trascurare lo sporco e l’ossidazione che col tempo si sono formati, che rendono la parte superficiale molto diversa da quella interna.

Nel nostro caso si decora terreno e rocca iniziando con una base di marrone rossiccio, tipico delle zone del West americano. Per facilitare l’operazione, si utilizza l’aerografo, usando in particolare il colore tamiya xf-59 (desert yellow), dando ombreggiature con del xf-10 (flat brown).
Il passo seguente è dedicato, poiché occorre preparare una base per le lavorazioni successive. Utilizzando la tecnica delle lavature si prepara una mescolanza di terra d’ombra naturale marrone cioccolato e un po’’ di nero con molta acqua. Deve risultare un liquido dall’aspetto sporco che applicato al terreno, lo renderà brutto. Non c’è da preoccuparsi: l’importante è che ricopra il suolo fin nei punti più profondi.

Si lascia asciugare questa mano di pittura e si inizia la colorazione propriamente detta, con la tecnica del pennello asciutto, stendendo il colore come si trattasse di realizzare delle lumeggiature, ossia lavorando piccole aree in modo che applicando un colore sopra l’altro quello sottostante sia ancora un po’ umido.

in questo modo si ottiene che i vari colori successivi si fondano l’uno nell’altro in delicate gradazioni che vanno dallo scuro al chiaro.

Per questa fase si possono impiegare i seguenti colori: terra d’ombra naturale, marrone cioccolato, marrone rossiccio, marrone chiaro, marrone giallastro, marrone dorato, beige che vanno applicati dallo scuro al chiaro. Occorre utilizzare almeno un colore scuro e quatto tinte più chiare, realizzando cosi da quattro a sette lumeggiature.

Alla fine si può aggiungere un grigio, per formare delle venature. Giocando con questi colori e mescolandoli, la gamma di tonalità risultanti è numerosissima: si ottiene una grande ricchezza di toni. Si conclude il lavoro ritoccando con la terra d’ombra naturale le crepe del suolo, sia le grandi che le piccole, che si evidenzieranno in contrasto con i colori chiari applicati con il pannello asciutto.




       



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