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Tornado

REF. STORICHE
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tutto modellismo
CLOSE-UP (2° parte)

TORNADO

-IN ALTO: Dettaglio del cannone Mauser, da 27 mm di tribordo, e il designatore Laser LRMTS (Laser Ranging Marked Target Seeker)


- IN ALTO: Vista posteriore del carrello di atterraggio di tribordo e del portello dello stesso

Questo aereo, frutto della collaborazione fra tre antichi nemici come Germania, Regno Unito e Italia, è senza dubbio uno dei più potenti sistemi militari dell’OTAN, il cui programma originale risale al lontano 1967.
 
In un primo momento la collaborazione internazionale era limitata alla Germania Federale e al Canada - come principali produttori - con la successiva aggiunta anche di Belgio, Italia e Paesi Bassi, a causa della necessità di ridurre i costi nel loro Programma di Difesa. In seguito al fallimento dell’accordo britannico-francese per la produzione di un caccia, si aggiunse al gruppo anche il Regno Unito, che aveva bisogno di trovare una sostituzione per i suoi ormai abbondantemente superati English Electric Canberra. Infine la defezione dei canadesi, alla quale seguì quella degli olandesi, finì per lasciare come unici soci i tre paesi già citati.
 
Il Tornado MK.1 è un aereo polivalente, nell’accezione più ampia del termine. Le prestazioni richieste hanno costretto all’adozione di una geometria variabile (da 25° in posizione avanzata fino a 68° con il massimo angolo di freccia), allo scopo di dotarlo delle velocità di volo e di atterraggio già progettate.
 
Per arrivare alle velocità richieste si dovettero disegnare nuovi motori e, di conseguenza, l’RB-199-34B turbofan di 7.255 chilogrammi di pressione statica, già montato, fece la sua apparizione nel mondo dell’aeronautica.


-IN ALTO: Dettaglio degli ugelli e degli stabilizzatori




-IN ALTO: Interessante vista dell’interno del pozzetto del carrello di atterraggio di tribordo, che mostra i dispositivi di apertura e di chiusura e quelli di retrazione e di estensione del carrello

Le prestazioni di questo aereo si documentano con le seguenti cifre: velocità massime a livello del mare: 1.482 km/h (Mach 1,25) e 2.600 km/h (Mach 2,2) al tetto massimo d’altitudine di 21.00 metri. Il suo peso è di 13.600 kg a vuoto e di 27.210 kg a pieno carico, al momento del decollo. L’apertura alare dipende dall’angolo di incidenza delle ali: 8,60 metri in freccia massima e 13,9 metri in freccia minima.
 
La capacità di carico offensivo è di circa 9.000 kg, a seconda delle missioni e in base al tipo di armamento necessario per la missione stessa. Come armamento standard fisso ci sono due cannoni da 27 mm IDS (interdiction and Strike) e uno in ADV (Air Defence Variant). Sotto i supporti  sub alariad incidenza variabile possiamo vedere dai missili anti-nave (Sea Eagle, Kormoran) e aria-superficie (AGM-88) fino a tutti i tipi di dispensatori, bombe laser e classiche o pods da guerra elettronica.
 
L’aereo di cui vi proponiamo le immagini è un Panavia Tornado GR.1/1DA (Co Interdiction-Strike) per attacchi antinave. I Tornado si sono creati una robusta fama nel contesto delle operazioni durante il conflitto con l’Iraq per via dell’affidabilità dimostrata in migliaia di missioni svolte in condizioni ogni-tempo e notturne contro i più disparati bersagli.
  
L’esemplare che appare nel nostro servizio appartiene al 27° Squadrone Britannico, nella sua abituale mimetizzazione bicolore, con fasce irregolari realizzate con Dark Sea  Grey/Dark Green. Abbiamo scattato le foto nel maggio 1992, durante il festival Airex-92.


-IN ALTO: Vista dall’alto quasi completa, che mostra le forme spigolose delle prese d’aria principali e della fusoliera, nella zona dell’abitacolo, e del dorso.

   
-A SINISTRA: Dettaglio dei flaps completamente estesi, del pod Chaff e Flare BO2-107 e del serbatoio supplementare.
 
-A DESTRA: Dettaglio della deriva e delle parti mobili, con l’antenna a lama, caratteristica dei soli velivoli inglesi, posta sotto la carenatura ECM

-Dettaglio di prua: possiamo apprezzare il designatore laser, il cannone di 27 mm e il tubo pitot.


-Close-up del carrello nella parte anteriore, cannone da 27 mm e LRMTS.


-Dettaglio degli ipersostentatori, presa d’aria dinamica (alla base della deriva), carenatura, allarmi radar, generatori di vortici e pannello antitermico.

-IN ALTO: Dettagli del serbatoio supplementare e del missile senza alette, da esercitazione

       
-A SINISTRA: Dettaglio del carrello anteriore. Osservate, nella parte superiore, il finale del designatore laser
-A DESTRA e in BASSO: Close-up delle uscite dei motori. Notate, tra le due uscite, i comandi di apertura e chiusura degli aerofreni



-IN ALTO: Dettaglio delle entrate delle prese d’aria, materiale dielettrico dell’antenna per l’allarme radar (sulla parte superiore del bordo di attacco), supporti per le bombe della fusoliera e dettaglio del faro d’atterraggio

-IN ALTO: Vista parziale laterale della fusoliera, che mostra la curva dell’abitacolo, angoli e spigoli della presa d’aria, designatore laser e carrello di atterraggio anteriore
 


-IN ALTO: Vista del muso dell’aereo, nella quale si può ammirare la grande superficie con i volumi corrispondenti tra la fusoliera e le prese d’aria, la sonda per rifornimento di combustibile e le gambe del carrello

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