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Techiniche di base

Aerografia (aggiornato il 23.04.2019)


Un tempo accessibile solo ai professionisti Un tempo accessibile solo ai professionisti l’aerografo è oggi alla portata di tutti grazie soprattutto ai progressi della tecnologia che ne ha ridotto notevolmente i costi, migliorando nel contempo le prestazioni questo straordinario apparecchio è cosi diventato indispensabile per quei modellisti che desiderano ottenere un risultato altamente realistico.

Da propri modelli. Nell’articolo descriviamo le caratteristiche salienti dell’aerografo fornendo le indicazioni di base per la sua scelta, il suo e la sua manutenzione.

Con il nome generico di aerografo (letteralmente “disegno con l’aria”) si intendono tutte quelle apparecchiature che servono per spruzzare del colore su una superficie mediante l’azione dell’aria compressa.

All’interno della vasta famiglia degli aerografi, il settore che nel nostro caso è di massimo interesse è quello delle apparecchiature per la decorazione fine, per cui trascuriamo le “pistole a spruzzo” che servono soprattutto per tinteggiare o campire grandi superfici e non certamente per decorare i modelli, per rivolgere la nostra attenzione agli apparecchi di molta maggiore precisione utilizzati in campo fotografico, pubblicitario e modellistico.

Tipo di aerografo
Possiamo classificare gli aerografi di precisione in due categorie: a semplice azione (spruzzatori) e a doppia azione (aeropenne). Il principio base, uguale per tutti gli aerografi, è quello della nebulizzazione, data dall’incontro di un flusso di colore con un flusso di aria pressurizzata in corrispondenza del puntale, dove la miscela aria colore, viene proiettata all’esterno.

L’apparecchiatura necessaria è formata essenzialmente da un “corpo miscelatore” da impugnare, sul quale è applicato un serbatoio di colore e l’innesto della tubazione dell’aria compressa. Dei dispositivi, più o meno sofisticati secondo i tipi di aerografo, consentono diverse regolazioni.


Aerografi a semplice azione
Lo spruzzatore è senza dubbio il più economico tra gli aerografi di precisione, e consiste i un semplice sistema formato da un serbatoio, un tubo di alimentazione dell’aria e un apparato di espulsione (getto) del colore.

L’intero sistema funziona con molti limiti, il primo dei quali è dovuto alla gran quantità di colore che spruzza, nonostante la regolazione a vite dell’aria e la possibilità di sostituire il cappello per dosare l’uscita della tinta; ci servirà  perciò unicamente per dare la prima mano di colore ai diorami, ai veicoli ed in genere ai modelli in scala maggiore.

E comunque da segnalare che quando si ha l’esigenza  di depositare piccole quantità di vernice anche con un semplice spruzzatore, si può ricorrere ad apparecchi studiati appositamente per questo scopo, come il tipo Falcon  della ACM (una ditta italiana che produce aerografi di qualità, distribuiti da Gieffeci di Muggio’ nei migliori negozi di modellismo), col quale si possono ottenere minime regolazioni del getto, fino a realizzare righe dello spessore di 2/3 millimetri.

In definitiva lo spruzzatore è il più economico tra tutti i sistemi,  e può essere il primo aerografo da acquistare per familiarizzarsi con questo tipo di strumento.
Aerografi a doppia azione
Gli aerografi a doppia azione (aeropenne) sono apparecchi concepiti in linea di principio per la realizzazione di ritocchi fotografici e di illustrazioni. Sono più complessi e difficili da maneggiare rispetto a quelli a semplice azione però, una volta conosciuti, offrono un vastissimo numero di possibilità.

Il dispositivo principale è una levetta che controlla sia l’uscita dell’aria che quella della vernice, l’aria viene dosata attraverso un movimento verticale e pressione verso il basso, mentre l’immissione della vernice si dosa con un movimento orizzontale davanti verso il retro.

Per riassumere questo insieme di operazioni che si possono combinare tra loro, diremo che il movimento verticale aziona semplicemente una valvola che consente l’immissione di una maggiore o minore quantità di aria, mentre il movimento orizzontale della stessa levetta muove un ago che regola l’apporto di vernice.

In questa duplice azione stanno le possibilità dello strumento ma anche le sue difficolta di utilizzo, poiché occorre trovare l’equilibrio tra l’immissione dell’aria e quella della vernice e ovviamente, le possibilità sono infinite. Data la problematicità di questo sistema, i costruttori hanno ricercato soluzioni alternative, come la ACM, che ha dotato i propri aerografi a doppia azione del solo movimento orizzontale

Della levetta in questo modo nei primi tre millimetri di corsa orizzontale dal puntale esce solo aria aumentando la corsa della levetta, aumenta la quantità di colore spruzzato, quantità che può’ essere limitata agendo sulla regolazione di fine corsa situata all’estremità del manico.
Regolando opportunamente il fine corsa, si può’ ottenere una perfetta uniformità di verniciatura.






-a sinistra: L’aeropenna a doppia azione Spitfire è dotata di  serbatoi superiori da 2 o 6 cc, intercambiabili a seconda della quantità di colore, Prodotta in Italia dalla ACM, questa aeropenna ha il corpo in acciaio inox e l’ugello in rame al berillio.
- a destra: L’aeropenna a doppia azione 251 Spitfire Black si differenzia per il corpo realizzato in fibra di vetro. Il buon rapporto qualità/prezzo cosi ottenuto ne fa l’aeropenna a doppia azione più diffusa presso i modellisti italiani ed esteri


 
- a sinistra: L’aeropenna a doppia azione Spitfire Silver, con corpo in alluminio nichelato monta un serbatoio inferiore di 10 cc intercambiabile con la serie di serbatoi ACM 005 per la conservazione di vernici pronte già filtrate e diluite
 
- a destra: L’aeropenna 252 Spitfire Black a doppia azione si differenzia per il corpo realizzato in fibra di vetro, conseguente ad una ricerca di un buon rapporto qualità/prezzo in linea con le esigenze dei modellisti più esperti.


Posizione del serbatoio
Oltre alla scelta tra spruzzatore e aeropenna, il modellista deve tenere conto, al momento dell’acquisto di un aerografo, anche la posizione del serbatoio della vernice rispetto al corpo del’apparecchio. Il serbatoio può infatti, secondo i modelli, essere situato sulla parte superiore del corpo dell’aerografo, o in quella inferiore.

Con il serbatoio superiore oltre alla depressione che si crea in corrispondenza del cappello dell’aerografo (effetto tubo di Venturi”), occorre considerare l’effetto della gravità che in certi casi può anche creare degli scompensi nella regolarità del flusso di colore. Con il serbatoio inferiore invece, la regolarità del flusso ha una maggiore precisione, oltre al vantaggio di un più conveniente utilizzo della vernice filtrata e diluita, che può’ essere conservata nello stesso serbatoio

COLORI
Il filtraggio e la diluzione del colore sono attività indispensabili per il corretto funzionamento dell’aerografo. A seconda dell’età di produzione del colore contenuto nel barattolino, esso sarà più o meno denso, per cui è necessaria la sua diluizione con il diluente apposito e la sua accurata filtrazione (calza di nylon) per evitare che i granuli di colore secco si introducano nel condotto ago-ugello-dell’aerografo.

Qualsiasi tipo di colore è usabile con l’aerografo (smalti sintetici o enamel, smalto e vernici nitro, acquarelli, tempere, inchiostri, colori acrilici, ecc.), purché esso sia correttamente diluito in funzione del prodotto da spruzzare, del supporto e del risultato di decorazione desiderato.



- a sinistra La scelta del tipo di colore (smalti tempere, acrilici, ecc.) dipende dal tipo di decorazione che si intende effettuare e dalla qualità del supporto.
 
- a destra: Aeropenna con serbatoio superiore fisso di alimentazione per gravità meno pratico dei serbatoi non fissi di differenti capacità e intercambiabili.



-I Serbatoi dotati di tappo di chiusura ermetica sono molto pratici per l’uso di più colori in fasi successive e per conservare le vernici preparate già filtrate e diluite.
Manutenzione
Specialmente per un principiante, non è consigliabile mettere mano ad un’apparecchiatura delicata come lo è l’aerografo con l’intento di smontarla per effettuare una pulizia radicale. E invece indispensabile evitare che il colore si essicchi completamente nei condotti dell’apparecchio, rischiando di modificare e al limite impedire una corretta nebulizzazione del colore.

Per prevenire questo problema, che può anche causare danni irreparabili all’aerografo, occorre effettuare regolarmente, al termine di ogni fase di lavoro, un’accurata pulizia con il diluente apposito. Ad esempio, con i colori acrilici è consigliabile l’uso del diluente nitro per la pulizia dell’aerografo; questo perché i colori acrilici, pur essendo diluiti in acqua, polimerizzano rapidamente, formando croste di colore difficilmente asportabili.

Ad ogni caso, non utilizzare alcool, perché tende a consolidare i residui secchi anziché a dissolverli. L’operazione di pulizia, una volta individuato il diluente necessario per il tipo di color utilizzato, è estremamente semplice, e consiste nel riempire il serbatoio del colore, preventivamente pulito, con il diluente e spruzzare con un foglio bianco sino ad ottenere un getto perfettamente incolore.

Aria compressa
I due sistemi attualmente più diffusi per la fornitura di aria compressa ad uso modellistico sono le bombolette di propellente gassoso ed i compressori elettrici. Il problema delle bombolette è il loro costo elevato in rapporto all’autonomia di cui dispongono (15-20`) e l’inquinamento atmosferico che producono.

L’utilizzazione di bombolette pseudo-ecologiche caricate a GPL (gas propano-butano liquidi) è assolutamente sconsigliato data l’elevata infiammabilità della miscela.
Molto più sicuri pratici e affidabili sono i compressori elettrici, che grazie all’adozione di particolari tecniche costruttive oltre ad una rumorosità notevolmente inferiore alle ingombranti apparecchiature di un tempo, sono attualmente commercializzati con dei costi che sono alla portata di tutti i modellisti.

La gamma di compressori disponibile sul mercato è molto vasta, ma è comunque suddivisibile in due modalità costruttive: a membrana e a pistone.
Senza addentrarci in eccessivi tecnicismi, diremo che i primi sono quelli più economici, che però producono un flusso d’aria che, per quanto continua, risente delle irregolarità degli impulsi. Questo difetto ne rende l’uso alquanto difficoltoso, anche se si può istallare un serbatoio d’aria, per equilibrarne il flusso, tra l’uscita del compressore ed il tubo dell’aerografo.

I compressori a pistone rappresentano invece la soluzione ideale, perché consentono di avere una fonte continua d’aria, esente da impurità e filtrata dall’umidita, con un regolatore che adegua la pressione necessaria alle diverse necessità.

Contrariamente ai modelli del passato, che sfruttavano motori di altra provenienza (ad es. quelli dei frigoriferi), i compressori attuali sono silenziosi, leggeri ed economici, soprattutto perché sono realizzati con tecnologie avanzate volte a rispondere alle esigenze dei modellisti, come modello Air King della ACM che pure presentando un sistema di compressione con doppia testa a 120° a V, è disponibile ad un costo inferiore ad un precedente modello di minori prestazioni.
Manutenzione
Specialmente per un principiante, non è consigliabile mettere mano ad un’apparecchiatura delicata come lo è l’aerografo con l’intento di smontarla per effettuare una pulizia radicale. E invece indispensabile evitare che il colore si essicchi completamente nei condotti dell’apparecchio, rischiando di modificare e al limite impedire una corretta nebulizzazione del colore.

Per prevenire questo problema, che può anche causare danni irreparabili all’aerografo, occorre effettuare regolarmente, al termine di ogni fase di lavoro, un’accurata pulizia con il diluente apposito. Ad esempio, con i colori acrilici è consigliabile l’uso del diluente nitro per la pulizia dell’aerografo; questo perché i colori acrilici, pur essendo diluiti in acqua, polimerizzano rapidamente, formando croste di colore difficilmente asportabili.

Ad ogni caso, non utilizzare alcool, perché tende a consolidare i residui secchi anziché a dissolverli. L’operazione di pulizia, una volta individuato il diluente necessario per il tipo di color utilizzato, è estremamente semplice, e consiste nel riempire il serbatoio del colore, preventivamente pulito, con il diluente e spruzzare con un foglio bianco sino ad ottenere un getto perfettamente incolore.

Aria compressa
I due sistemi attualmente più diffusi per la fornitura di aria compressa ad uso modellistico sono le bombolette di propellente gassoso ed i compressori elettrici. Il problema delle bombolette è il loro costo elevato in rapporto all’autonomia di cui dispongono (15-20`) e l’inquinamento atmosferico che producono.

L’utilizzazione di bombolette pseudo-ecologiche caricate a GPL (gas propano-butano liquidi) è assolutamente sconsigliato data l’elevata infiammabilità della miscela.
Molto più sicuri pratici e affidabili sono i compressori elettrici, che grazie all’adozione di particolari tecniche costruttive oltre ad una rumorosità notevolmente inferiore alle ingombranti apparecchiature di un tempo, sono attualmente commercializzati con dei costi che sono alla portata di tutti i modellisti.

La gamma di compressori disponibile sul mercato è molto vasta, ma è comunque suddivisibile in due modalità costruttive: a membrana e a pistone. Senza addentrarci in eccessivi tecnicismi, diremo che i primi sono quelli più economici, che però producono un flusso d’aria che, per quanto continua, risente delle irregolarità degli impulsi. Questo difetto ne rende l’uso alquanto difficoltoso, anche se si può istallare un serbatoio d’aria, per equilibrarne il flusso, tra l’uscita del compressore ed il tubo dell’aerografo.

I compressori a pistone rappresentano invece la soluzione ideale, perché consentono di avere una fonte continua d’aria, esente da impurità e filtrata dall’umidita, con un regolatore che adegua la pressione necessaria alle diverse necessità.

Contrariamente ai modelli del passato, che sfruttavano motori di altra provenienza (ad es. quelli dei frigoriferi), i compressori attuali sono silenziosi, leggeri ed economici, soprattutto perché sono realizzati con tecnologie avanzate volte a rispondere alle esigenze dei modellisti, come modello Air King della ACM che pure presentando un sistema di compressione con doppia testa a 120° a V, è disponibile ad un costo inferiore ad un precedente modello di minori prestazioni.


- a sinistra: Tenendo l’aerografo a poca distanza dal modello, con la giusta quantià di colore e con l’aiuto di un foglio, si segnano le pennelature di un aereo
 
- a destra: La distanza ideale per effettuare grandi campiture di colore e di 10/15 cm al massimo

Utilizzo dell’aerografo
Una peculiarità dell’aerografo, che lo pone al di fuori di qualsiasi altro sistema di decorazione e di pittura, è che l’apparecchio (e quindi la mano dell’operatore) non viene a contatto diretto con il supporto. Manca, quindi la “fisicità che viene invece fornita da tutti gli altri mezzi, come matite, pennelli, gessetti.

Questo fatto può inizialmente sconcertare il neofita, abituato com’è a percepire in modo “tattile” la leggerezza o la pesantezza del segno che sta tracciando.
Poiché, in effetti, ogni persona ha una propria sensibilità ed esprime personali valutazioni di distanza, pressione, e con via, qualsiasi indicazione di densità del colore, distanza dal soggetto, durata del getto, ecc. sarebbe quantomeno azzardata, e porterebbe il modellista, in caso di insuccesso, a “colpevolizzare” inutilmente lo strumento, con conseguente abbandono di una tecnica che invece, può dare notevoli soddisfazioni.

Quindi, il miglior consiglio che a nostro avviso possiamo dare al principiante è innanzitutto quello di “smitizzare” l’aerografo, che non è altro che uno strumento, seppur di notevole precisione, per effettuare delle decorazioni. Come tale, l’aerografo non può fornire spirito artistico a chi non ne ha, ma senz’altro può agevolare e migliorare l’espressività coloristica del modellista.
In secondo luogo, è necessario che, per caratteristiche che abbiamo sopra descritto, lo strumento divenga, “un’estensione” della mano del modellista, in modo che il tratto o campitura di colore si ottenga come l’ha immaginata la mente dell’operatore. Per ottenere questo risultato, occorre pratica e pazienza, tenendo presente che è assurdo pretendere di raggiungere immediatamente il livello dei più esperti senza un bagaglio di esperienze (e quindi di errori) personali.

Le uniche avvertenze tecniche che riteniamo opportuno trasferirvi sono che il getto di colore nebulizzato è sempre conico, per cui più si avvicina l’apparecchio al soggetto da decorare, più il segno da decorare, più il segno e nitido (alcuni aerografi possono tracciare linee più secche del segno di una biro), e quindi più si allontana l’apparecchio (al massimo 10-15 cm), più le superfici da campire sono uniformi.

Infine, per ottenere buone campiture di colore, specialmente con smalti lucidi, suggeriamo una pressione dell’aria di non più di 1,5 kg/cmq (per le linee il massimo non dovrebbe superare i 2kg/cmq) unita ad un’azione dell’aerografo verso il senso dell’inclinazione, cioè dal retro verso il fronte, per non sovrapporre gli strati di colore.  Altro non vi diciamo, se non buon divertimento come meraviglie ottenibili con l’aerografia.


         




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