Menu
Vai ai contenuti

Fiat CR 32

REF. STORICHE
Use Google Traslate

Tutto modellismo
FIAT CR-32
Nella guerra civile spagnola

FIAT CR-32
Nella guerra civile spagnola
Nelle prime ore della mattina del 14 agosto 1936, giunge nel porto spagnolo di Melilla la seconda delle navi partite dall'Italia che, nelle loro stive, insieme ad altro materiale bellico, trasportano dodici aerei da caccia smontati del tipo più moderno allora in servizio nella Regia Aeronautica: il Fiat CR-32. Le grandi casse contenenti i velivoli, subito sbarcate, vengono trasportate al vicino campo d'aviazione di Tauima o Nador, dove i due montatori e i due meccanici motoristi, giunti insieme agli aerei, procedono al loro rapido montaggio con l'aiuto del personale dell'Arma dell'Aviazione Spagnola.

Oltre ai meccanici, sono arrivati dodici piloti da caccia italiani al comando del capitano Vincenzo Dequal, che si arruolano volontariamente nella Aviación del Tercio di recente costituzione.
Tre giorni dopo, il 17 agosto, il primo CR-32, in condizioni operative complete, decolla pilotato dal sottotenente Ugo Ceccherelli e vola fino al campo d'aviazione di Sania Ramel, Marocco, dove viene destinato alla difesa della città di Tetuan, bombardata senza tregua dai Douglas DC-2 della LAPE abilitati come bombardieri dalle forze dell'Aviazione Repubblicana.



- Un CR-32 della 102° squadriglia, in cui compare la testa di bulldog adottata come emblema.

Alla fine, tra il 18 e il 19 agosto, sei CR-32 giungono al campo d'aviazione sivigliano di Tablada, da cui entrano immediatamente in azione per bloccare una serie di attacchi repubblicani. Il 20 agosto scortano i Savoia S.81 che attaccano un'ingente colonna al comando del generale Miaja nel tentativo di conquistare Cordova, riuscendo a spezzarla e obbligandola a retrocedere verso Malaga. Il 21 agosto, una squadriglia composta dal sottotenente Ugo Ceccherelli, il sergente maggiore Angelo Boetti e il sergente Salvadori decolla nelle prime ore del mattino dirigendosi verso Cordova, utilizzando come base il suo improvvisato campo d'aviazione, per proteggerla maggiormente dagli attacchi repubblicani.

Già in avvicinamento, intercetta alcuni Potez 540, scortati da vari caccia Hispano Ni-52C.1, che si dirigono verso la città per bombardarla. Subito si lanciano all'attacco e Ceccherelli, che usa il nome da combattimento "Vacaresse", riesce a colpire e abbattere uno dei Ni52.C1, mentre Boetti e Salvadori raggiungono con varie raffiche un Potez 540 che, insieme agli altri velivoli repubblicani, effettua una veloce picchiata in direzione delle loro linee. Terminato il combattimento, i tre "Chirri" (soprannome dato dagli spagnoli ai Fiat dalla pronuncia della sigla CR) si preparano ad atterrare nella corta e sassosa pista di Cordova. In quel momento Ceccherelli, accecato dalla grande quantità di polvere sollevata dalla sua elica, urta contro un Breguet 19, danneggiando entrambi gli aerei, mentre Boetti rompe il suo carrello di atterraggio, per una ruota che finisce in una buca. Salvadori è l'unico che riesce ad atterrare senza danneggiare il suo apparecchio, anche se le sue mitragliatrici risultano inceppate.

Di conseguenza, il giorno seguente tutti e tre i velivoli vengono inviati a Tablada per essere revisionati e rimessi in condizioni operative (due sono trasportati via camion, mentre quello di Salvadori giunge alla meta direttamente in volo). Nei giorni successivi, tre CR-32 al comando del tenente Ernesto Monico sono inviati al campo d'aviazione di Cáceres. Altri tre invece, al comando del sottotenente Ceccherelli e del sergente Giovanni Magistrini, vengono mandati ad Armilla, il campo d'aviazione di Granada.
Questi ultimi si dirigono verso Guadix, dove si scontrano in un combattimento contro tre caccia di fabbricazione francese Dewoitine D-371. Magistrini, che usalo pseudonimo di "Marinetti", riesce ad abbattere l'aereo pilotato dal tenente Antonio de Haro.

- I primi tre Fiat CR-32 della Aviación del Tercio sono riusciti ad atterrare nel campo d'aviazione di Tablada



- 3-11 e i 3-8 della 19 Squadriglia, pronti al decollo su allarme nel campo d'aviazione di Escatrón.



- Talavera de la Reina all’inizio dell'ottobre del 1936 In secondo piano, compaiono Adriana Manteli con il caschetto (a sinistra), Guido Pressel (a destra) e Castellani (al centro), con caschetto e tuta bianca, tutti piloti appartenenti alla 2" Squadriglia.



- Il campo d'aviazione di Talavera della Reina nel settembre del 1936. Da sinistra verso destra compaiono: Giuseppe Cenni, Adriano Mantelli, Guido Pressel (soprannominato "Sanmartano") e Adamo Giulieti.



- i CR-32 della Legión Aerea di Maiorca, che ebbe vita per un breve periodo, vengono ritirati dal servizio. Nella fotografia compare il numero 5, con le due grande bande nere che circondano la fusoliera.

Poche ore prima dell'accaduto, precisamente all'imbrunire del giorno precedente, il 26 agosto, una misteriosa, piccola nave da trasporto tutta dipinta di nero e con il falso nome di "Franca Fassio" (in realtà si tratta della nave "Morandi", che aveva già fatto un paio di spedizioni a Melilla), giunge nel porto di Palma di Maiorca trasportando, insieme ad altro materiale bellico, tre idrovolanti da caccia Macchi M.41 e tre Fiat CR-32. I velivoli vengono sbarcati immediatamente e inviati al campo d'aviazione repubblicano di Son Bonet. Sei ore più tardi, il primo, già montato e in condizioni operative, entra subito in azione contro il convoglio di mezzi da sbarco comandato dal capitano Bayo che sta cercando di impossessarsi dell'isola.

Miguel Sanchís, nel maggio del 1970 scrisse sulla rivista "Avión", ormai scomparsa, il seguente articolo su quel giorno di grande fermento:
"Il 28 agosto è stato un giorno di grande trionfo per l'aviazione. Poco dopo mezzogiorno, nell'aria si ode il rumore di un biplano a volo radente. Questo solitario Fiat effettua una picchiata e si dirige, rapido come una freccia, verso gli idrovolanti ormeggiati a Cala Morlanda. La sua picchiata è cosi temeraria che sembra schiantarsi contro di essi. Subito però si risolleva verso il cielo, virando di 180° facendo credere di allontanarsi. Ma subito dopo si lancia nuovamente contro gli idrovolanti, compiendo una formidabile serie di affondate. Così il primo caccia monoposto CR-32 di stanza a Maiorca, pilotato dal maggiore Leone Gallo, alle ore 14,15 effettua il suo battesimo del fuoco mitragliando, in ben quattro passate, i quattro idrovolanti Savoia S-62 ormeggiati a Cala Morlanda, colpendone due (un S-2 e un S-5), che verranno poi trascinati a riva per evitare che affondino. Qualche minuto dopo, il velivolo insegue nell'aria l'S-4 pilotato dai capitani Benetto e Freire, che è riuscito a decollare nel bel mezzo dell'attacco. Il velivolo è visibilmente danneggiato e con Freire ferito gravemente, l'apparecchio ammara di fronte alla costa, e alle sei e trenta della sera è avvistato a tre miglia dal faro di Capdepera dall'S-17, un altro degli idrovolanti nemici proveniente da Mahón, che può avvisare la nave "Mar Nero". Quest'ultima, quasi tre ore dopo l'attacco del Fiat CR-32, recupera l'idrovolante e il suo equipaggio; il capitano Freire muore a bordo della nave. Ritornando alla base, il Fiat del Maggiore Gallo continua la sua battaglia, mitragliando le navi ancorate di fronte a Cala Bona e Punta Amer, tra cui vi sono il "Marques de Comillas"e la "Ciudad de Barcelona". Quest'ultima trasporta 3.000 uomini e materiale bellico. Infine, un altro Fiat, con il motore e l'armamento revisionati, effettua un'ultima missione a Cala Morlanda, questa volta pilotato dal sergente Cerutti, mitragliando i due idrovolanti che ancora non sono stati portati a riva.

Ma torniamo alla descrizione "in diretta" dei fatti bellici di allora: il 30 agosto, l"Aniene", una nave italiana che non ha avuto autorizzazione ad entrare in alcun porto del Sud della Spagna, a seguito del blocco della flotta repubblicana, riesce a sbarcare a Vigo altri nove Fiat CR-32, insieme ai piloti e al personale di terra, al comando del tenente Dante Oliviero. Tra i piloti vi sono il tenente Giorgio Franceschi, il sottotenente Adriano Mantelli e i sergenti Raffaele Chianese, Manlio Vivarelli, Baschirotto, Galli e Montegnacco.



- I tre “Chirri” di Maiorca vengono rifiniti San Bonet dove viene dipinta la “M” di Mussolini sui timoni


- A sinistra: ll sergente maggiore Davide Colauzzi, soprannominato "Spings" dagli amici, durante la sua permanenza nella 26 Squadriglia del XVI Gruppo Caccia "Cucaracha", dal 1° gennaio 1937 al 16 marzo 1938, usò lo pseudonimo di Brigata Domenico Panizzutti. A lato del distintivo della "Cucaracha", si nota il suo distintivo personale, lo stemma di Pordenone, la sua città natale, il cui antico nome di "Portus Naonis" appare scritto in alto.
 
- A destra: Il sergente Carestiano, alias "Cerutti", a fianco del suo Fiat, il numero 3: notare il pipistrello, primo emblema dei tre CR-32 giunti a Palma di Maiorca, a cui furono attribuiti i numeri 3, 4 e 5

Il giorno seguente, i Fiat subiscono le due prime perdite: durante il ritorno a Cáceres, dopo aver sorvolato Getafe e Cuatro Vientos senza incontrare caccia nemici, la coppia composta dal tenente Ernesto Monico e dal sergente Castellani viene sorpresa da un attacco improvviso di vari caccia Dewoitine D-371 e Hispano Ni-52C.1, che riescono a colpirli, obbligandoli ad effettuare atterraggi di fortuna. Castellani cade in territorio neutrale e viene avvistato dai membri di una truppa della Legione, che riescono a salvarlo. Ernesto Monico invece precipita sul territorio repubblicano, dove viene fatto prigioniero dai miliziani e fucilato sul posto. In seguito, verrà decorato con la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria. All'inizio di settembre, tutti i "Chirri" vengono raggruppati sotto il comando del capitano Vincenzo Dequal e la sua squadriglia comincia a essere conosciuta come "La Cucaracha". I1 9 settembre, tre pattuglie al comando di Dequal si recano nel campo d'aviazione di Cáceres, mentre una quarta, al comando di Ceccherelli, rimane a Tablada, per assicurare protezione aerea a una base tanto importante, così come alla città di Siviglia. L'11 settembre ha luogo un grande combattimento tra i Fiat di Cáceres e una folta formazione di bombardieri repubblicani scortati da numerosi caccia.

Le tre pattuglie dell'Aviazione del Tercio sono comandate da Dequal, Franceschi e lo spagnolo Joaquín García Morato (che, insieme a Julio Salvador, è entrato a far parte della squadriglia pochi giorni prima). I nostri caccia abbattono due Breguet 19 e cinque caccia nemici, senza subire alcuna perdita. Il 16 settembre, le pattuglie comandate da Mantelli e Morato abbattono due caccia, un altro Breguet e un moderno Potez 540. Come contropartita, viene perso il Fiat CR-32bis, matricola 3-6, pilotato dal tenente Giorgio Frances chi, che atterra in territorio repubblicano a causa di un guasto al motore. Franceschi si difende purtroppo inutilmente con la sua pistola contro i soldati repubblicani che lo accerchiano e riescono così a ucciderlo. Il suo apparecchio viene portato in volo al campo d'aviazione di Los Alcáres, dove viene sottoposto alla valutazione di vari piloti repubblicani, tra cui l'inglese Oloft de Wett.

Durante la prima metà di ottobre, i "Chirri" mantengono il dominio assoluto dei cieli e hanno solo dei piccoli scontri con l'aviazione nemica, che si trova in difficoltà, soprattutto a causa dei difetti del materiale francese di cui dispone. Nonostante ciò, il 18 ottobre, un secondo Fiat cade intatto nelle mani dei repubblicani, dopo che il suo sistema elettrico viene colpito mentre sta scortando dei Savoia S-81 diretti a bombardare la base navale di Cartagena. Questo "Chirri", matricola 3-11, viene subito portato alla base aeronavale di San Javier e valutato sempre da Oloft de Wett. Poco dopo la prova anche il pilota spagnolo Irujo che, non conoscendo l'aereo, non riesce a riprendere il controllo del velivolo da una forte affondata e si schianta al suolo. Alla fine del mese, Tablada viene bombardata di sorpresa dai moderni bombardieri medi Tupolev SB-2, appena giunti in Spagna (durante la guerra civile ne furono impiegati oltre 200) e pilotati esclusivamente da sovietici.
- A sinistra: Primo piano dell’emblema adottato in principio dal X Gruppo Caccia "Baleari".
- A destra: La 31' Squadriglia del VI Gruppo Caccia "Gamba di Ferro" in volo verso il fronte. Notare il distintivo
bianco che compare sulle carenature del carrello di atterraggio, vicino al numero 31.

- Questo 3-4 è il "Chirri" del comandante del XXIII Gruppo "Asso di Bastoni", come si può notare dal guidone di comando dipinto sopra il cerchio nero della fusoliera.


 
- Il 3-9, uno dei "Chirri" della 18 Squadriglia del XXIII Gruppo "Asso di Bastoni" al riparo sotto gli alberi; il numero della squadriglia è dipinto sopra le carenature del carrello di atterraggio.

Essendo molto veloci, questi velivoli non hanno bisogno di essere scortati da caccia. Per questo motivo i Fiat sono obbligati a volare costantemente ad altezze molto elevate sopra i campi d'aviazione e le città più importanti del territorio, scrutando continuamente il cielo più in basso per riuscire a intercettarli. Comunque, questa tattica dà i suoi frutti, poiché il 29 ottobre Angel Salas riesce ad abbattere un SB-2 nei dintorni di Valdemoro. Il 1° novembre, una squadriglia di SB-2 attacca di nuovo, questa volta il campo d'aviazione di Talavera, e riesce a danneggiare sei CR-32 Fortunatamente, gli italiani il 2 novembre riescono ad avere la loro rivincita, abbattendo il primo SB-2 grazie al sottotenente Adriano Mantelli. Il 4 novembre compaiono per la prima volta nei cieli i caccia russi Polikarpov I-15 "Chato", subito denominati "Curtiss" dagli spagnoli, poiché simili a un biplano costruito dalla Curtiss Wright. Sempre durante lo stesso giorno, una coppia di Fiat CR-32 (pilotati da Dequal, nome da combattimento "Paride Limonesi", e il sergente Giovanni Magistrini), che sta scortando un solitario Romeo Ro-37 in missione fotografica sopra Getafe e Cuatro Vientos, viene improvvisamente attaccata da una squadriglia di "Chato": entrambi i velivoli vengono abbattuti: Magistrini muore, mentre Dequal si lancia con il paracadute, cadendo in territorio repubblicano ma riuscendo poi a raggiungere il territorio nazionale.

A questo punto Dequal cede il comando del Gruppo "Cucaracha" al maggiore Tarcisio Fagnani che, con le sue idee conservatrici, entra subito in contrasto con i piloti spagnoli che volano nel suo gruppo. Per questo motivo, i piloti spagnoli lasciano il gruppo e creano la Patrulla Azul, composta da García Morato, Julio Salvador e Narciso Bermúdez de Castro, ai quali pochissimo tempo dopo si unisce anche Miguel García Pardo. Nei giorni successivi hanno luogo vari combattimenti, durante i quali i "Chirri" riescono ad abbattere diversi velivoli nemici I "Chirri" passano a scortare gli Junkers Ju-52 che volano sopra Madrid e combattono con i caccia repubblicani fino al 22 novembre, giorno in cui vengono sospesi i bombardamenti a causa delle forti perdite subite Il dominio dei cieli da parte dell'aviazione repubblicana dura esattamente fino al 18 febbraio 1937, giorno in cui la Patrulla Azul, contravvenendo agli ordini di Fagnani, penetra in territorio nemico per scortare gli Junkers Ju-52. Subito gli aerei entrano in combattimento con più di venti caccia nemici, che li attaccano da ogni lato. Anche il capitano Guido Nobili con la sua squadriglia segue il loro esempio e si lancia immediatamente in combattimento.


- L’apparecchio n°4, su cui compare l’emblema del gatto con l’armatura. Notare l’originale matricola italiana MM.3372, rimasta sotto il piano di coda.



- Il 3-9 del Gruppo "Asso di Bastoni" dopo un atterraggio torzato in un campo occupato dall'Aviazione Nazionale; sullo sfondo si nota Heinkel He-45 dei nazionalisti.



- Ancora l'apparecchio n' 4, ora provvisto di vari distintivi, standard e non, poiché ta già parte della 101 Squadriglia del X Gruppo Autonomo Caccia "Baleari"

Complessivamente, viene abbattuto un totale di otto caccia repubblicani, con la perdita di un solo "Chirri". Per il suo valore in questo combattimento, García Morato verrà insignito con la Cruz Laureada di San Fernando. Nel mese di maggio del 1937, i gruppi dell'Aviazione Legionaria sono ripartiti in questo modo:
 
* XVI Gruppo "Cucaracha", sotto il comando del maggiore Giuseppe Casero:
24 Squadriglia, al comando del capitano Nello Brambilla.
25 Squadriglia, al comando del capitano Viola.
26 Squadriglia, al comando del capitano Armando François.
 
* XXIII Gruppo "Asso di Bastoni", al comando del maggiore Andrea Zotti:
18 Squadriglia, al comando del capitano Guido Nobili
19 Squadriglia, al comando del capitano Antonio Larsimont.
20° Squadriglia, al comando del tenente Enrico Degli Incerti.
* VI Gruppo, in seguito battezzato "Gamba di Ferro" in onore del capitano Ernesto Botto, al comando del maggiore Eugenio Leotta:
31° Squadriglia, al comando del capitano Ugo Borgogno.
32 Squadriglia, al comando del capitano Ernesto Botto.

Così il 4 maggio viene formato il primo Gruppo di caccia composto da Fiat dell'Aviazione Nazionale: si tratta del 2-G-3, agli ordini del comandante Joaquín García Morato e formato dalla Squadriglia 1-E-3 al comando del capitano Julio Salvador, composta da Miguel Guerrero, Angel Mazarredo, Manuel Vazquez Sagastizabal, Jesús Rubio Paz (con lo pseudonimo di "Satanas Moreno Guerra"), Aristide García López e Ramón Senra, e dalla Squadriglia 2-E-3 al co-mando di Angel Salas, composta da Narciso Bermúdez de Castro, Miguel García Pardo, Javier Murcia, Javier Allende, Joaquín Ansaldo e Jorge Muntadas. In totale quindici piloti per tredici aerei, con numeri di matricola dal 3-51 al 3-63 e con i seguenti numeri di costruzione di fabbrica: 44, 111, 262, 331, 508, 587, 594, 596, 597, 598, 601 e 603. Durante il mese di maggio e nel mese seguente, i caccia dei piloti nazionalisti hanno la meglio, riuscendo ad abbattere ben 26 aerei nemici senza subire alcuna perdita.



- Il CR-32 n' 5 della 101 Squadriglia presenta il suo singolare emblema, un diavolo rosso alato armato di tridente all'interno di un cerchio probabilmente giallo. Il suo pilota è munito di paracadute Salvator e giubbotto salvavita.



- Due "Chirri" della 24' Squadriglia del XVI Gruppo "Cucaracha", fotografati a partire dal terzo della formazione, usciti in missione alla ricerca di aerei nemici sopra il territorio di Aragona. Notare come le "X" bianche dipinte sul 3-2 in primo piano, terminano prima degli alettoni, mentre nel CR-32 in secondo piano raggiungono il bordo di fuga.


- Il sergente maggiore Luigi Nazzari, che usò lo pseudonimo di "Luigi Napoli", di fianco al suo 3-7 (numero di costruzione di fabbrica 761). Volò con il Gruppo "Gamba di Ferro" dal 2 aprile al 5 agosto 1938 Si noti la sua insegna personale, un simpatico gatto bianco visto da dietro con la coda alzata; a lato compare la scritta "Miao!"

Abbiamo lasciato i piloti nazionalisti all'inizio dell'estate del 1937, mentre infuriano le battaglie aeree contro i repubblicani, che si rivelano a netto sfavore di questi ultimi. A peggiorare la situazione dei repubblicani, una nuova spedizione di materiale bellico giunge in abbondanza dall'Italia e nell'autunno del 1937 l'Aviazione Legionaria viene sottoposta a un radicale processo di riorganizzazione.



- Primo piano dell'apparecchio 3-6 delle "Frecce" Si tratta del velivolo del Comandante della Squadriglia, come si può notare dal guidone di comando che compare dietro l'emblema Si osservino le carenature, dipinte quasi interamente con lo stesso grigio chiaro utilizzato per il fulmine della fusoliera e per le superfici inferiori; esaminando attentamente la fotografia, si può notare la differenza tra questo colore, il bianco della deriva e il giallo dell'emblema della fusoliera.

Il comando dei caccia resta nelle mani del colonnello Cassinelli. Anche i comandanti e le squadriglie rimangono gli stessi: la 24, la 25 e la 26 del XVI Gruppo agli ordini, rispettivamente, di Bianchi, Fassi e François; la 31, la 32 e la 33 del VI Gruppo al comando di Ippodrino, Criscione e Vizzotto; infine, la 18, la 19 e la 20 del XXIII Gruppo al comando di Guido Nobili, Ettore Foschini e Carlo Calosso. Nell'isola di Maiorca opera il X Gruppo Autonomo "Baleari", con le sue Squadriglie 101 e 102, di base a Son Bonet e Son San Juan. Inoltre, viene formata la Squadriglia Autonoma di Mitragliamento "Frecce", anch'essa composta dai Fiat CR-32 Terminata la campagna del Nord, il Gruppo 2-G-3 accoglie nelle sue fila i veterani della "Catena" (Gruppo così chiamato perché era composto da aerei Heinkel He-51 del Gruppo 1-G-2 che volavano uno dietro l'altro effettuando bombardamenti a catena, oltre a quattordici nuovi apparecchi, con numeri di matricola dal 3-64 al 3-77 (numeri di costruzione di fabbrica dal 748 al 760, più il 765).

In dicembre giungono dall'Italia altri 23 nuovi "Chirri", a cui vengono assegnati i numeri di matricola dal 3-78 al 3-100 (numeri di costruzione di fabbrica dal 766 al 790, esclusi il 769 e il 777) e con i quali vengono formate due nuove Squadriglie, la 3-E-3 al comando del capitano Javier Murcia e la 4-E-3, al comando di Manrique Montero Mera. Tra gli ultimi mesi del 1937 ei primi del 1938, l'evento più significativo è costituito dalla battaglia di Teruel, durante la quale, al di là dei combattimenti svolti, l'usura del materiale è dovuta più alle condizioni climatiche avverse che non al nemico. Alla battaglia prendono parte, per quanto riguarda i "Chirri", i gruppi 2-G-3, "Gamba di Ferro" e "Asso di Bastoni". Nel periodo compreso tra la battaglia di Teruel e la successiva battaglia di Aragona vengono formate due nuove Squadriglie: la 5-E-3 al comando di Miguel Guerrero e la 6-E-3 agli ordini di José Barranco, composte da un totale di quindici nuovi apparecchi, integrati per compensare le perdite subite e immatricolati con i numeri dal 3-101 al 3-115.
 
Il 14 marzo 1938 avviene un grande combattimento tra 45 "Chirri" e 50 Polikarpov 1-15 e Tupolev SB-2: l'aviazione nazionale riesce ad abbattere due Polikarpov e cinque Tupolev, perdendo soltanto quattro apparecchi. A partire dal giorno seguente, i repubblicani diminuiscono la loro attività aerea, restando in attesa di rinforzi; tuttavia, il giorno 22 sono obbligatia rispondere a un nuovo attacco sferrato dall'aviazione nazionale. Nel mese successivo ha luogo un altro importante episodio: l'offensiva contro Valenza, iniziata il 23 aprile 1938 e durata fino al 25 giugno. I Gruppi 2-G-3 e 3-G-3 intervengono nelle prime fasi dell'offensiva, effettuando delle azioni di mitragliamento al suolo. In seguito, intervengono anche i gruppi italiani "Asso di Bastoni" e "La Cucaracha".



- Una pattuglia di "Chiri" della 33 Squadriglia del Gruppo "Gamba di Ferro" in volo. In primo piano, l'apparecchio del Comandante di Squadriglia, con il guidone di comando dipinto sulla fusoliera.



- Di nuovo il sergente Luigi Nazzari, questa volta ritratto con il caschetto davanti al motore del suo CR-32. Si nota molto chiaramente il numero 32 della squadriglia, dipinto sulle carenature di tutti i suoi "Chirri".



- Questo è uno dei pochi "Chirri" delle forze legionarie predisposti per il volo ad alta quota. Notare l'impianto per l'inalazione di ossigeno e la maschera del pilota, il collimatore San Giorgio e parte del quadro comandi.
.

- Verso la fine della guerra, il Gruppo 2-G-3 è di stanza a Griñon. In primo piano, l'apparecchio n3-83, uno dei velivoli della squadriglia 5-E-3.



- Il 3-78 della 2-E-3, con il motore smontato, in fase di revisione. Notare il numero della squadriglia dipinto sulla carenatura del carrello di atterraggio.
- A sinistra: La caricatura di un barbuto pilota che fuma la pipa era l'insegna personale di un pilota del VI Gruppo
Caccia. Questa insegna compare anche sull'altro lato della fusoliera, ma senza cagnolino e con la frase
l vecchio pilota", Il cagnolino "Cirri" era la mascotte del gruppo quando lo stesso era conosciuto come
"Gruppo Leonello" (Leonello era lo pseudonimo adottato in Spagna dal suo comandante, il maggiore
Eugenio Leotta). Dopo il drammatico combattimento del 12 ottobre 1938, che costò la vita a cinque piloti,
la perdita di altrettanti aerei e l'amputazione una gamba al capitano Ernesto Botto, il gruppo assunse il nome di "Gamba di Ferro", modificando anche il suo emblema.

- A destra: Il comandante Joaquín Garçía Morato vicino al suo fedele 3-51.'Si noti che sopra i pantaloni dell'uniforme indossa un giubbetto da volo italiano e un paracadute Salvator.
Il 31 maggio, Angel Salas abbatte tre Polikarpov in un solo combattimento, realizzando la migliore impresa individuale. Tuttavia, durante la prima metà di giugno l'attività aerea diminuisce, poiché gli apparecchi sono molto usurati dai continui combattimenti. Infatti, solo undici velivoli su ventisette sono operativi. Nonostante ciò, l'8 giugno il Gruppo "Gamba di Ferro" abbatte ben dieci velivoli repubblicani senza subire perdite. Nella seconda metà di giugno viene creata una nuova Squadriglia nazionale, denominata 3-E-3 (essendo la 3° Squadriglia del Gruppo 2-G-3), mentre la vecchia 3-E-3 diventa la 5-E-3, la 6-E-3 resta invariata e la 4-E-3 diventa la 7-E-3.

Il 25 luglio ha luogo la grande battaglia del fiume Ebro, attraversato in quel giorno dalle forze repubblicane. L'aviazione nazionale mobilita praticamente tutti i Fiat CR-32. Un gruppo si reca nel campo d'aviazione di Escatrón, il Gruppo "Gamba di Ferro" viene inviato a Sariñena, poi a Bello e infine a Puig Moreno, dove però viene sciolto: gli apparecchi passano nelle mani degli spagnoli, con i nuovi numeri di matricola dal 3-151 al 3-177. I Gruppi 2-G-3 e 3-G-3 lasciano Extremadura e si stanziano a Escatrón. Il primo combattimento aereo di rilievo ha luogo il 1l agosto, data in cui vengono abbattuti sette apparecchi appartenenti al 2-G-3 e al 3-G3, con una sola perdita da parte del nemico. Il giorno 14, in un combattimento sopra Gandesa viene abbattuto l'apparecchio 3-75 e risultano persi il 3-127 e il 3-139. Il giorno 23 vengono abbattuti otto velivoli repubblicani e gli italiani subiscono tre perdite.
Il giorno 24 l'aviazione nazionale abbatte altri due aerei, ma ne perde altrettanti. In seguito il 25 agosto il gruppo 2-G-3 vola verso Extremadura, seguito dal 2-G-3 il giorno 27.Tra il 13 e il 20 settembre i combattimenti aerei sul fiume Ebro cessano e l'aviazione nazionale sfrutta questo momento di tregua per riorganizzarsi. Il giorno 18 i gruppi 2-G-3 e 3-G-3 tornano a Escatrón, dove i combattimenti sono giornalieri, raggiungendo il loro apice il 2 e il 3 ottobre. I gruppi spagnoli riescono ad abbattere venticinque aerei, subendo solo sei perdite.
Il 15 ottobre e il 3 novembre, il 2-G-3 dichiara di aver abbattuto 17 aerei, mentre il 3-G-3 ne dichiara 13, senza alcuna perdita. I 18 novembre viene abbattuto un SB-2 in un combattimento che segna la fine dell'attività aerea sopra il fiume Ebro, ma i combattimenti aerei realmente cesseranno del tutto dopo la metà di dicembre. Nel gennaio 1939 viene formato i Gruppo 5-G-5, composto dai Messerschmitt Bf-109B e dagli Heinkel He-112B, che, insieme ai gruppi 2-G-3 e 3-G-3 entra a far parte della "Escuadra de Caza" al comando del comandante García Morato. Alla fine della campagna di Catalogna, i 2-G-3 si trasferisce a Posadas, mentre il 3-G-3 viene inviato a Griñón. I gruppi italiani continueranno a essere comandati fino alla fine da Aldo Remondino e Duccio Tessari.

Lagna di Catalogna è caratterizzata da alcuni episodi di rilievo, descritti qui di seguito. Il 24 dicembre il 3-G-3 riesce a sorprendere sopra Cap de la Serra una formazione di nove Polikarpov R-Z "Natacha" non scortati da caccia, che vengono tutti abbattuti. Nello stesso giorno, il Gruppo "Asso di Bastoni" si aggiudica cinque Polikarpov I-15, subendo una sola perdita, mentre il giorno 30 è la volta dei piloti della "Cucaracha", che abbattono ben dieci aerei, sempre subendo una sola perdita. È nel mese di gennaio che i caccia nazionali combatteranno per l'ultima volta sopra le terre catalane. Il 1° febbraio, una formazione di I-16 cerca di passare nella zona orientale, ma viene intercettata dal Gruppo "Asso di Bastoni" ed è obbligata a ritornare in territorio catalano. Il 20 febbraio gli italiani volano verso la zona centrale, utilizzando come base i campi d'aviazione di Escalona, Delta e Casa Vieja. La guerra può essere considerata praticamente conclusa, poiché l'aviazione repubblicana ha perso totalmente il suo potere operativo. Terminata la guerra, i "Chirri" vengono ripartiti tra il Reggimento N° 21, di stanza a Getafe, il Reggimento N" 22 a Tablada, il Gruppo 28 a Son San Juan e il Gruppo 29 a Gando. Gli ultimi Fiat CR-32, provenienti dalle squadriglie italiane e immatricolati con i numeri dal 3-178 al 3-192, giungono alle basi quando la guerra è ormai finita. Resta soltanto da aggiungere che l'Aviazione Spagnola, ottenuta la licenza di costruzione, è riuscita a fabbricare 100 esemplari di CR-32 (tra cui alcune versioni biposto a doppio comando), con numeri di matricola dal 3-293 al 3-392, ea ricostruirne due (il 3-393 e il 3-394).



- ll colonnello Venceslao D'Aurelio, comandante del 3 Stormo Caccia nell'anno 1938, ritratto nell'abitacolo del suo CR-32. Sulla fusoliera compaiono il guidone di comando e gli emblemi dei Gruppi "Cucaracha", "Asso di Bastoni", "Gamba di Ferro" e della Squadriglia "Frecce", al suo comando.


- Questa fotografia è stata scattata nella base aerea di Recajo, a logroño. Osservando con attenzione l'apparecchio in primo piano, si nota che non si tratta di un vero "Chirri", ma di uno dei modelli in legno utilizzati per trarre in inganno i bombardieri repubblicani.

EMBLEMI E SCHEMI DI MIMETIZZAZIONE
I "Chirri", come la maggior parte degli apparecchi che volarono nelle fila dell'Aviazione Nazionale, non presentavano uno schema di pittura unico - anche se in questo caso si può dire che vennero adottati tre schemi base, ma con un'enorme quantità di varianti. I primi esemplari giunti sia a Melilla che a Maiorca, presentavano una struttura totalmente in alluminio. All'inizio, solo sui velivoli integrati nella Aviación del Tercio vennero dipinti un cerchio nero su entrambi i lati della fusoliera e la croce di Sant'Andrea sul timone di direzione, a cui poi furono aggiunti una coppia di bande nere sui due piani superiori, il numero 3 (indicativo di tipo assegnato al CR-32 dall'Aviazione Nazionale) e il numero progressivo sulla fusoliera, sia a entrambi i lati del cerchio nero che sul fianco, separati da un guidone. Invece, sui velivoli della allora chiamata Legión Aérea Mallorquina vennero dipinte due grandi bande nere dietro la cabina di pilotaggio, che circondavano completamente la fusoliera, a lato delle quali compariva il corrispondente numero di esemplare, di dimensioni ridotte.

Pochi giorni dopo, su questi apparecchi vennero disegnati anche un pipistrello con le ali aperte sulla fusoliera e una "M" mussoliniana sul timone di direzione. In seguito, il pipistrello, che passò ai Savoia S.81, venne sostituito da un emblema araldico raffigurante un gatto munito di armatura che brandisce una spada, con la scritta "Ocio che Scrafa!" (attenzione che graffia!). Successivamente, i CR-32, sia dell'Aviazione Legionaria che dell'Aviazione Nazionale, adottarono uno schema di pittura in color sabbia, con macchiettatura in verde sulla fusoliera e sulle parti superiori dei piani, mentre le parti inferiori vennero dipinte in grigio chiaro. Questo schema può essere considerato come standard, anche se presentò innumerevoli varianti, a seconda del Parco Regionale in cui i velivoli vennero dipinti o ridipinti.

Le insegne alari di identificazione vennero realizzate dipingendo le punte dei piani superiori in bianco, su entrambi i lati, seguite da tre bande nere e una croce di Sant'Andrea bianca su quello superiore e da un cerchio nero su quello inferiore. Sui piani inferiori le punte bianche, seguite dalle tre bande nere, vennero dipinte soltanto sul lato inferiore. Naturalmente questo schema subì molte variazioni. Sulle fusoliere di questi velivoli comparivano il numero 3 e il numero progressivo, separati da un guidone e dipinti in nero, come il cerchio a lato, che nel caso degli aerei nazionali, conteneva il giogo e le frecce bianche. Gli apparecchi italiani portavano l'emblema del loro gruppo sulla fusoliera, su cui sovente appariva anche il nome del pilota con il suo pseudonimo, mentre sui velivoli nazionali l'emblema del gruppo era dipinto sulla
deriva verticale. Su tutti i velivoli, il numero della Squadriglia compariva sulle carenature del carrello di atterraggio.



- Il 3-55, uno dei “Chirri” del 2-G-3, è riuscito a tornare al suo campo base, nonostante i gravi danni subiti. Sulla coda compare l’emblema del gruppo.



- In alto a sinistra: Primo piano dell'emblema del 3-G-3: il Clavileño cervantino con Don Chisciotte e Sancio Panza le nubi. Il motto del gruppo "sale su questo apparecchio il cavaliere che ha in animo di farlo", non è stato dipinto.
- In basso a destra: Questo "Chirri" ha cangurato durante l'atterraggio e si è messo sull'attenti, consentendo un'insolita e interessante vista delle superfici superiori.

CARATTERISTICHE TECNICHE
 
Il CR-32 era un sesquiplano (biplano con l'ala inferiore più piccola) da caccia in metallo, monomotore e monoposto, con fusoliera in tubi di duralluminio con giunzioni in acciaio ad elevata resistenza, rivestito con uno strato di duralluminio nella parte anteriore e con della tela in quella posteriore. Anche i piani erano costruiti in duralluminio e rivestiti in tela. Il posto di pilotaggio, aperto, era dotato di un parabrezza triedrico, da cui sporgeva il collimatore tubolare di puntamento fabbricato dalla ditta San Giorgio. Alcuni esemplari vennero dotati di impianto per l'inalazione di ossigeno per poter affrontare i Polikarpov I-16 della 4 Squadriglia del Gruppo 21, che operavano ad alta quota. Il motore dei "Chirri" era un Fiat A 30 R.A.bis da 12 cilindri a V che sviluppava una potenza di 600 CV e azionava un'elica bipala in metallo sempre di marca Fiat.

I primi esemplari giunti in Spagna erano armati con due mitragliatrici Breda-Safat da 7,7 mm, situate sopra il cofano, sincronizzate con il, passo dell'elica. In seguito, furono sostituite con altre due della stessa marca, ma da 12,7 mm. Gli spagnoli di solito ne montavano una da 7,7 mm e una da 12,7 mm, per sfruttare la maggiore capacità di munizionamento della prima e avvalersi della maggiore potenza della seconda. I piloti potevano scegliere di equipaggiare i propri velivoli con gli armamenti necessari a determinati scopi, come il comandante Morato che montò sempre delle 7,7 mm sul suo 3-51. Per un breve periodo furono operative alcune unità della variante CR-32bis, dotate di due mitragliatrici supplementari da 7,7 mm, situate sui piani inferiori della fusoliera, che facevano fuoco al di fuori del disco dell'elica. Tuttavia, a causa dell'aumento di peso e della diminuzione della manovrabilità, queste varianti non ebbero alcun successo e furono subito ritirate. I CR-32 della Squadriglia di Mitragliamento "Frecce" vennero invece dotati di lanciabombe, grazie a cui potevano trasportare fino a 200 kg di bombe, in varie combinazioni.
DIMENSIONI E PESO
Apertura alare: 9,50 m
Lunghezza: 7,453 m
Altezza: 2,632 m
Superficie alare: 22,10 m2
Peso a vuoto: 1,380 kg
Peso totale: 1.905 kg
Carico massimo: 525 kg

PRESTAZIONI
Velocità di crociera: 275 km/h
Velocità massima: 356 km/h a 3.000 m
Salita a 6.000 m: 14 min e 16 sec
Quota di tangenza pratica: 7.550 m
Quota di tangenza massima: 7.850 m
Raggio d'azione: 300 km
Autonomia: 780 km a 4.800 m e 315 km/h



- la variante spagnola Hispano Suiza HS-132L esposta nel Museo dell’Aire è stata restaurata e dipinta con grande perfezione, come se si trattasse di un "Chirri" del 2-G-3 (anche se lo schema di mimetizzazione non dovrebbe comparire solamente sul cono dell'elica, ma anche sulle pale).



- Un altro "Chirri" della 2-E-3, matricola 3-61 (numero di costruzione di fabbrica 111), numero della squadriglia dipinto sulla carenatura del carrello di atterraggio, ma senza cerchio bianco.
    


          




Recensisci
Nessun commento
Torna ai contenuti