Menu
Vai ai contenuti

la tecnica del pennello asciutto

TUTORIAL > Tecniche di base
Use Google Traslate











tutto modellismo
Techiniche di base

Modellisti:
Siro Marzetti
Marco Campomagnani

La tecnica del pennello asciutto
applicata ai mezzi militari e ai figurini

- Realistico effetto cromatico ottenuto con questa tecnica.

La tecnica del "pennello asciutto” consiste nel depositare una minima quantità di colore in un punto del modello, in modo da dare "la sensazione del colore, che in questa moda sfuma in modo non avvertibile nella tinta circostante.

IL PENNELLO ASCIUTTO PER IL DETERIORAMENTO
Il "Pennello asciutto" o "Drybrushing" si può utilizzare per riprodurre quello che in inglese viene definito "Wheatering" o più semplicemente "deterioramento". Il grado di deterioramento applicato ai kit è legato strettamente al proprio gusto personale, pur riferendosi, per la riproduzione di determinati effetti, a quanto avviene realmente nella natura e nelle condizioni ambientali conseguenti (azione degli agenti atmosferici, del tempo, del logoramento dei materiali, ecc.). Nel caso dei mezzi militari non è facile osservare dal vero il deterioramento a cui sono soggetti; è quindi necessario avvalersi di un'opportuna documentazione fotografica, completata da considerazioni tecniche sui materiali utilizzati e sulle condizioni di impiego.

LE CONSEGUENZE SULLA VERNICE
E' logico che l'azione del sole abbia una conseguenza completamente diversa sulla vernice applicata ad un carro nel deserto occidentale nel 1941, da quella di un carro durante la controffensiva sull'altopiano di Kursk nel 1943. Così come, logicamente, l'età stessa della vernice è un fattore importante, dato che sicuramente un carro entrato in servizio nel 1942, ancora operativo nel 1943, avrà un deterioramento differente rispetto a un carro appartenente alla stessa compagnia, ma appena consegnato dalla fabbrica. Inoltre occorre tener presente che i ritocchi o i mimetismi applicati dagli equipaggi stessi, molte volte, erano fatti con vernici di fortuna o con le stesse diluite con solventi differenti da quelli usati dalla fabbrica costruttrice.



- Se da un lato questa tecnica consente la realizzazione di effetti molto realistici, per contro mette in risalto anche le più piccole pecche del modello, come in questo caso le due bolle non stuccate nella cassetta fissata sul fianco di questa autoblindo
DETERIORAMENTO AMBIENTALE
Trascriviamo alcuni punti base, pur sottolineando che non possono essere considerati in modo categorico:
- Deserto: la vernice tenderà a scolorirsi e ad assumere un colore opaco "guscio d'uovo"; il deterioramento avverrà su tutti gli spigoli vivi, in funzione dell'erosione dovuta al vento; inoltre, la polvere sollevata dai mezzi in movimento sarà evidente sul carro stesso in maniera decrescente dal basso verso l'alto del mezzo.
- Europa: zona mediterranea periodo estivo; le condizioni climatiche e di erosione sono simili a quelle presenti nelle zone desertiche.
- Europa: zona centro nord: durante l'autunno e la primavera bisogna tener conto della presenza di fango sulle parti basse del mezzo, quali il treno di rotolamento, lo scafo e i cingoli; logicamente, non sarà presente nessun tipo di deterioramento, se non quello del metallo in prossimità per esempio delle ruote dentate di trazione dei carri. La pioggia tenderà, cadendo, a striare l'eventuale polvere accumulata sul carro, partendo dall'alto verso il basso.
Nel periodo invernale, con neve e fango in dosi massicce, occorre ricordarsi che la neve non resisterà mai sulla parte del carro in prossimità del vano motore e delle zone molto usate dall'equipaggio del carro, mentre il fango potrebbe arrivare addirittura a coprire parte del treno di rotolamento. Questo fango, a differenza di quello primaverile (a volte secco, e quindi di colore chiaro, con all'interno una componente erbosa strappata dal carro durante la marcia), sarà quasi sempre umido e pertanto di colore più scuro.
- Sud-Est Asiatico (Vietnam): zona tropicale; la maggior parte dei carri e dei mezzi fotografati in questa zona, riporta una colorazione particolarmente opaca; inoltre, i veicoli risultano sporcati da uno strato di polvere rossa che, a seconda della stagione, li ricopre quasi totalmente (stagione secca), oppure con uno strato striato dalla pioggia, che lascia intravedere la colorazione sottostante (stagione monsonica).



- ll delicato lavoro di "pennello asciutto" su questo Leopard 2 evidenzia i piccoli dettagli, come i fumogeni posti sui fianchi della torretta.

CAPI DI VESTIARIO
Lo stesso discorso fatto per le vernici vale anche per le tinte utilizzate per i capi di vestiario. Un esempio un po'... da spot pubblicitario può essere questo: pensate a due paia di jeans, uno lavato solo in lavatrice e l'altro a mano, uno usato spesso e l'altro solo saltuariamente; in questo caso, il colore dei due pantaloni sarà invariabilmente diverso.

Il parallelo con gli indumenti militari è immediato; infatti, a fronte di un colore di base uguale, secondo l'età del tessuto le sfumature di colore saranno diverse, le parti usurate riveleranno differenti gradi di utilizzo e le macchie mimetiche (stampate successivamente al colore di base) saranno più o meno stinte secondo "la fatica" sopportata dai capi di vestiario. L'unica differenza rispetto ai mezzi militari, è che in questo caso il "pennello asciutto" deve essere molto più leggero, non spingendo l'intervento sino ad una vera e propria differenza sostanziale tra colore base e colore usato per il pennello asciutto.

Le zone delle uniformi ove saranno più evidente il colore del terreno saranno i gomiti della divisa, le ginocchia, la parte bassa dei pantaloni all'altezza del polpaccio e il fondoschiena. Questo discorso è valido soprattutto per i soldati della fanteria, mentre le uniformi dei carristi avranno magari delle macchie di olio o di unto, oltre a risultare meno sporche di polvere e fango.


- Evidenziata in questa foto l'usura subita dalle parti mobili del portello.
LA TECNICA DI BASE
La tecnica del "pennello asciutto" è un modo semplice per dare luminosità ai rilievi, effettuare delle sporcature e dei deterioramenti, mettere in risalto determinate parti, ecc.
E' necessario ricordare che con questa tecnica si vogliono evidenziare tutti i punti e gli spigoli sottoposti ad usura da parte sia degli agenti atmosferici (vento, sabbia, ecc.), che da parte dell'equipaggio (con il logorio dato dall'uso su maniglie, sportelli, zone di passaggio, ecc.); queste azioni combinate tendono schiarire i punti citati, giungendo anche ad asportare la vernice stessa dal mezzo.

Questa tecnica consiste essenzialmente nel prelevare con il pennello una piccola quantità di colore e poi passare le setole così imbevute su un panno pulito, sino a che non restino sul pennello che delle particelle di colore. Sfregando quindi il pennello sulla superficie da trattare, il poco colore ancora trattenuto dalle setole si deposita sui rilievi della superficie del modello in modo tenue e leggero. In questo articolo, riportiamo alcune note che possono servire da guida iniziale per i neofiti, tenendo presente che, con la pratica, ogni modellista affinerà una propria tecnica, dando al soggetto l'impronta della propria personalità.



- Bulloni della ruota di un Sd.Kfz. 247 particolarmente evidenziati da un ottimo lavoro di pennello asciutto.



- Usando questa tecnica, si riescono ad ottenere eccellenti risultati anche su pezzi stampati, come si può vedere nelle griglie del motore di questo carro.

UTILI ACCORGIMENTI
Si parte dal modello completamente colorato con il colore di base e con le decalcomanie già posizionate. Dopo essersi accertati che la vernice del colore di base sia perfettamente asciutta (per gli smalti occorre attendere almeno due giorni, mentre per gli acrilici basta una notte), sarebbe consigliabile coprire il modello con una mano di vernice opaca trasparente data con l'aerografo. Dopo i primi stadi di lavoro, lavaggi, ombre, ecc., si potrà passare alla tecnica del "pennello asciutto" vera e propria, tenendo presente che i fattori che incidono sul risultato sono essenzialmente: la quantità residua di colore sul pennello prima dell'applicazione e la sua consistenza.

Una quantità eccessiva formerà delle macchie di colore, piuttosto che un leggero strato uniforme, mentre poca vernice non lascerà nessuna traccia sul modello; per verificare la giusta quantità di colore sul pennello, conviene passarlo (come prova) su di uno straccio o un fazzoletto di carta prima di passare all'applicazione.
Per quanto riguarda la consistenza del colore, se questo è troppo diluito, formerà sicuramente delle striature sul modello, mentre, al contrario, se è troppo consistente farà addirittura fatica a staccarsi dal pennello stesso, oppure formerà dei grumi sul kit.

Si può utilizzare qualsiasi tipo di colore per questa tecnica; per esempio: usando i colori a smalto mischiati ai colori a olio, che tra l'altro hanno la proprietà di essiccare lentamente, si ha la possibilità di correggere eventuali errori. In generale il colore da usare è lo stesso colore di base del veicolo leggermente schiarito con del bianco; ciò significa che per carri aventi mimetiche a più colori, ogni singolo colore andrà sfumato separatamente. In certe mimetiche molto complicate (tipo la mimetica da Ambush tedesca della fine della guerra) è praticamente impossibile sfumare ogni singolo colore, è preferibile perciò usare il colore base oppure un colore giallo ocra con un'aggiunta di bianco, per smorzare l'eventuale lucentezza del colore stesso.

E' consigliabile non schiarire troppo il colore già all'inizio, poiché più mani di pennello asciutto date successivamente, con il colore sempre più chiaro, danno i risultati migliori; ogni successiva mano dovrà essere più leggera della precedente.
ULTIMA FASE
Il risultato finale a questo punto dovrebbe presentarvi un modello ove si "intuiscono" i punti trattati con questa tecnica, quali gli spigoli vivi delle corazzature, la tipica trama dei pezzi fusi, i vari bordi di sportelli, maniglie, bulloni, ecc. La cosa più importante è controllare il lavoro alla fine di ogni mano di colore, finché non si raggiunge il risultato desiderato. Dopo aver effettuato un accurato lavoro di "deterioramento", l'ultima fase consiste nel trattare il modello con un colore simile a quello del terreno, per creare un effetto di continuità tra il colore della superficie su cui opera il mezzo e il modello stesso, tenendo presente che la polvere tende a posarsi sulla parte bassa del veicolo.
Questo lavoro si effettua utilizzando una tinta simile a quella usata per il terreno, ma, per evitare un effetto monocromatico piuttosto monotono, si possono aggiungere alla tinta base altri colori, quali il giallo ocra o addirittura il verde, senza naturalmente eccedere.



- l particolari vengono messi in evidenza accentuando la luminosità degli spigoli.



- La tecnica del "pennello asciutto" è particolarmente efficace per evidenziare i dettagli più sporgenti, come bulloni, maniglie, rivetti, costolature delle lamiere o altri dettagli simili. In questo caso è stata praticata sul sistema di fissaggio dei pari cingoli di un Leopard 2 (vedi reference I Leopard dell'Esercito italiano)


 
- A SINISTRA: Dopo aver dipinto la base del terreno con un colore scuro, per esempio un marrone cioccolato, si aggiunge a questo colore una piccola quantità di marrone sabbia o marrone arancio, senza diluirla.
- AL CENTRO: Si elimina l’eccesso di vernice dalle setole strofinando il pennello su un foglio di carta di quaderno.
- A DESTRA: Mantenendo un’angolazione di circa 45° si vernicia il terreno, lasciando la mano leggera e passando il pennello in tutte le direzioni, in modo da rendere più omogeneo il lavoro.
- A SINISTRA: Dopo aver steso la prima mano si inizia a notare la differenza tra le parti in ombra e quelli in rilievo, che sono state ricoperte con il leggero strato di colore del pennello asciutto.
- A DESTRA: Alla miscela di aggiunge sempre più marrone sabbia e beige e, nel contempo, si alleggerisce la pressione della mano sul pennello. Cosi facendo vengono ricoperte le zone più in rilievo e una superfice sempre minore.


- A SINISTRA: La base dopo un’ulteriore passata con il dry brushing: come vedete è fondamentale aggiungere alla miscela dosi minime di colore più chiaro, per evitare bruschi salti di luminosità.
- AL CENTRO: Occorre diminuire ancora la pressione sul pennello per le successive mani; è inoltre importante asciugare bene le setole dopo averle pulite nel diluente.
- A DESTRA: Il lavoro è terminato: è conveniente accordare il contrasto creato sul terreno con quello del figurino; in altre parole, se il soggetto ha molte luci e ombre, l’ambientazione dovrà averne nella stessa intensità.



- in questo caso un terreno sassoso acquista maggiore volume grazie al dry brushing deciso: il modellista ha aggiunto il beige un poco di grigio per simulare i ciottoli calcinacci dal sole, trattandosi di una zona desertica.



- A SINISTRA: I rivetti, i dadi e gli spigoli di questo M60 sono stati evidenziati con un dry brushing beige chiaro: l’effetto è più realistico e molto gradevole.
- A DESTRA: Notate le griglie e le ammaccature sui serbatoi ausiliari: qui il colore verde è stato schiarito con beige e grigio chiaro. I cingoli invece sono stati trattati con grigio metallico, composto da argento e nero opaco.



- Anche i blocchi di pavé risaltano dopo il trattamento con pennello asciutto. Bisogna tenere presenta che lo sfregamento può rendere leggermente satinata la finitura, inizialmente opaca: se non desideriamo questo effetto dovremo stendere, alla fine del trattamento, una mano di trasparente opaco.



- Anche questa Ford T ambulanza ha ricevuto la “cura” con dry brushing grigio chiaro: questa tecnica evidente nella zona del radiatore, sugli spigoli del cofano e dell’avantreno.



            




Recensisci
Nessun commento
Torna ai contenuti