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Techiniche avanzate

CAPOTTINE E PARTI TRASPARENTI DEGLI AEREI
di Marino de Bortoli

Con questo articolo Marino de Bortoli ci illustra modalità e tecniche per lucidare, ristampare e proteggere le parti trasparenti e le capotatine dei nostri modelli di aerei

-Nel caso in cui una capottina trasparente in questo caso stampata ad inezione presenti dei graffi, occorre ridurre l'entità degli stessi con della carta abrasiva a grana finissima applicata con acqua

LE CAPOTTINE TRASPARENTI
Osservando il modello di un velivolo, il nostro occhio si posa inevitabilmente sulla cabina di pilotaggio, dove troviamo in evidenza la relativa capottina trasparente. Questa parte del modello, oltre a essere molto delicata, è forse l'unica componente che non può essere "riparata" con stucco e colori in caso presenti qualche difetto o imperfezione Infatti, se questo pezzo è graffiato presenta macchie o addirittura è opaco, l'aspetto finale del nostro modello risentirà certamente in modo negativo di questa imperfezione.

Innanzitutto, occorre precisare che all'interno di un kit di montaggio si possono trovare due tipi principali di capottine trasparenti: quelle stampate a iniezione e quelle in vacuform. Nel primo caso, le capottine trasparenti si ottengono attraverso la fusione di materiale plastico trasparente (polimetacrilato) che viene iniettato in appositi stampi industriali, quindi raffreddato ed espulso dallo stesso (per avere maggiori informazioni su questo tipo di sistema di stampaggio, consultate l'articolo "I kit di aerei in short-run" pubblicato su Tutto Modellismo N° 69 Settembre 1999) I pezzi ottenuti con questo sistema di stampaggio presentano generalmente un'ottima fattura, sono realisti ci sia sotto l'aspetto della trasparenza, sia (relativamente) sotto quello dello spessore della plastica. Essendo realizzati con stampi industriali, permettono grandi tirature e per questo motivo sono generalmente presenti in tutti i kit dei maggiori produttori internazionali.

-a sinistra:: Dopo aver lisciato i graffi, si spruzza del lucidante polish su del cotone
-a destra: infine, si lucida con sufficiente forza la capottina trasaparente sino a che non torni completamente lucida.

- a sinistra: Gli attrezzi necessari per stampare le capottine in vacuform: dell’acetato trasparente, una candela per scaldarlo, una forbicina a punta tonda e un cutter affilato
- a destra: Fissata la capottina da riprodurre alla sommità del supporto, dovremo scaldare l’acetato

Il secondo tipo di capottine che si può trovare all'interno di un kit è quello stampato in vacuform; in questo caso i pezzi vengono sagomati partendo da una lastra trasparente che, dopo essere stata scaldata, viene spinta contro un master prendendo così la forma desiderata. Questo tipo di capottine, prodotte artigianalmente, sono sicuramente più realistiche in quanto a spessore trasparenza del pezzo, anche se presentano maggiori problemi nella pulizia, poiché la sagoma da utilizzare deve essere separata con attenzione dal resto del materiale inutilizzabile. Inoltre, queste capottine sono più difficile da posizionare, perché risultano estremamente delicate.

-L’acetato, ammorbidito con il calore, va spinto contro il master in maniera uniforme, senza forzare.

Lucidare la capottina
dopo aver precisato le due diverse tipologie di capottine trasparenti presenti in un kit di montaggio, ci dedichiamo a uno dei problemi più comuni che si possono riscontrare con questi pezzi: i graffi.

Infatti, non è raro trovare in un kit una capottina trasparente graffiata a causa dello sballottare della stessa all'interno della scatola contro le altre componenti del modello.
Per rimediare a questo fastidioso danno, è sufficiente lucidare il pezzo trasparente utilizzando del pollice, ovvero del comune lucidante in pasta o in bomboletta spray solitamente utilizzato per la carrozzeria delle auto, stendendo con del cotone e strofinando fino a che i graffi non siano spariti.

in questo modo è possibile risolvere il problema dei graffi superficiali, aiutandosi in caso disegni profondi o screpolature con particolari vernice a olio, per esempio il clearcote della humbrol, che Mascherano ulteriormente il difetto e donano lucentezza la capottina.
In ogni caso, se una capottina è rovinata in maniera irreparabile, è sempre preferibile richiedere il pezzo in sostituzione presso il negozio o il distributore dal quale di fornite: in genere il pezzo viene sostituito, almeno per i kit ancora in catalogo e per le parti trasparente a iniezione.


- a sinistra: Terminata la formatura dell’acetato, con delle forbicine molto affilate si elimina l’eccesso di materiale
- a destra: Con un cutter affilato, sovrapponendo la copia realizzata all’originale, si eliminano i punti più prossimi alla sagoma da utilizzare.

- a sinistra: Questo è un esempio di come impiegare la tecnica della formatura in vacuform: questa capottina era incompleta, quindi con plasticard e stucco è stata rifinita e provata sulla sua sede.
- a destra: In seguito è stata utilizzata come master per stamparne una copia di vacuform.  

Stampare una capottina
Se, prendo una scatola di montaggio, ci troviamo di fronte a una capottina irrimediabilmente rotta o rovinata, un'altra soluzione ai nostri problemi può essere quella di stamparla noi stessi, utilizzando il sistema vacuform.
La tecnica non è molto complicata e con un po' di esperienza è possibile ottenere risultati soddisfacenti innanzitutto si fissa con del nastro adesivo o della plastilina la capottina danneggiata su un supporto fisso, in modo che la stessa resti a un’altezza di 15-20 cm dal piano di appoggio.

Successivamente, si prende la pellicola di acetato trasparente (quella usata per la confezione delle camicie va benissimo) e la si taglia nella misura adeguata. Utilizzando una candela, tenuta a opportuna distanza, si scalda l'acetato sino ad ammorbidirlo (attenzione a non scolarlo!) dopodiché lo si comprime sulla capottina usando i polpastrelli e agendo sulla parte in eccedenza, per aiutare a imprimere maggiormente iframes del pezzo originale.
Il risultato ottimale lo si otterrà solo dopo le varie fasi; occorre inoltre fare attenzione a non colare la accettato, ma solo "ammorbidirlo" scaldandolo leggermente, per non danneggiarlo.
Naturalmente, per ottenere dei risultati validi occorre provare molte volte: dopo aver appreso distanza e tempi adatti per lo stampaggio, il processo di realizzazione risulterà semplicissimo.
Inoltre, conviene sempre stampare diverse copie della stessa capottina, per poter scegliere quella meglio realizzata.
Dopo aver ottenuto la copia giusta, occorre, con attenzione, eliminare l'eccesso di acetato presente, utilizzando delle forbicine a punta cutter molto affilato.

Se si è eseguito il lavoro con cura e attenzione, si otterrà una capottina di vacuform del tutto identica a quelle che si possono trovare nei vari kit multimediali disponibili in commercio.
in ogni caso, se questo sistema risulta eccessivamente complicato o si desidera un prodotto migliore, vi sono alcune piccole aziende, come l'inglese Aeroclub o la neozelandese Falcon, che offrono set alternativi per migliorare o sostituire le capottine originali in plastica con le loro stampate in vacuform, di eccezionale trasparenza.

Vi sono infinite alcuni set, per esempio quelli della squadron Signal, conosciuti come'fast-frames"  ("intelaiatura veloce"); queste bustine contengono le intelaiature delle capottine dei principali kit in commercio, che con una preventiva verniciatura nei colori dell'aereo, vanno posizionate più o meno come una decal con acqua e sapone, sopra la capottina trasparente chi li ha provati è rimasto soddisfatto del risultato.

Realizzare un master
un ulteriore problema può essere quello di non poter utilizzare la capottina originale come master per ottenere la relativa copia in vacuform.
In questo caso occorre creare un nuovo "master" per lo stampaggio.




Si realizza quindi una sagoma della capottina originale con del gesso, oppure con lo stucco bicomponente per metallo, molto utile perché non si incolla alla accettato.
Per realizzare il master, sia con il gesso, sia con lo stucco, si prende la capottina originale e la si riempie con il materiale indicato, facendo attenzione a non lasciare vuoti a contatto con le pareti interne.
in seguito, dopo aver fatto asciugare il gesso o lo stucco, si toglie il master ottenuto dalla capottina e lo si leviga e rifinisce con carta vetrata a grana molto fine.
terminata questa fase, avremo a disposizione un nuovo master, molto resistente, adatto per realizzare una capottina di vacuform.

 
-Per realizzare dei finestrini più piccolo è consigliabile utilizzare prodotti come il Clear FIx dell’Humbrol, il Cristal Cleer oppure della colla vinilica. Il pennello dovrà essere di diametro inferiore al finestrino.  Per il Clear Fix si consigliano degli stecchini usa e getta, in quanto il prodotto  difficilmente eliminabile con acqua o diluente.

Le altri parti trasparenti
oltre alle capottine gli aerei presentano anche altre parti trasparenti, come i vetri delle luci di posizione, i fari o eventuali finestrini laterali.
in particolare, nel caso di modelli di aerei che presentano finestrini piuttosto ampi e pezzi comunque poco trasparenti, è consigliabile riprodurre gli stessi utilizzando sempre dell'acetato trasparente, che andrà ritagliato a misura e che quindi fissato con della colla vinilica o clearfix e, e ogni caso, mai con colla per plastica, trielina o cianoacrilati!
differentemente, per realizzare piccole parti trasparenti o finestrini più piccoli, si possono utilizzare i tanti prodotti presenti in commercio, come il clearfix della umbro già menzionato oil crystal-clear della microscale, liquidi abbastanza densi, che una volta asciutti restano trasparenti.




Questi prodotti si applicano su finestrini, solitamente si tratta di aeroplani civili con piccole finestrature, con un pennello o un bastoncino che presenti dimensioni leggermente inferiore rispetto a quelle del finestrino stesso. Si preleva quindi in dosi abbondanti il prodotto (colla vinilica, crystal clear o clear fix) e Si tocca il bordo del finestrino in modo da far aderire il prodotto su tutto il perimetro. Quindi, togliendo lentamente il pennello, si deve riuscire a lasciare un velo sottile di prodotto in modo che, seccando, e riproduco lo spessore del finestrino.

utilizzando la colla vinilica o il crystal clear, l'aspetto finale Sara lattiginoso e non del tutto trasparente; si può però migliorare e applicando in un secondo tempo della vernice trasparente.
Per quanto riguarda il clearfix, il risultato finale è più realistico, ma occorre riuscire al primo tentativo per ottenere il migliore effetto trasparente. inoltre questo prodotto Non è solubile con alcun diluente tantomeno con acqua pertanto occorre utilizzare un bastoncino ho un pennello specifico per questo scopo.


-Un Potez 63-11 in scala 1:72 della Heller, mascherato e pronto per la verniciatura. Le parti trasparenti sono state mascherate con del Maskol, ovvero un liquido che asciugando crea lo strato protettivo, eliminabile come una semplice pellicola al termine della verniciatura. Per ottenere una buon mascheratura, occorre intingere un ago o uno spillo nel Maskol, seguendo il bordo di ogni finestrino e colmando poi ogni spazio, facendo attenzione a non sbordare. Serve comunque un po’ di esperienza e soprattutto un buon prodotto come quello della Humbrol, sufficiente liquido e facile da posizionare. L’alternativa comunque è il nastro adesivo, che va attentamente ritagliato a misura di ogni finestrino.


        




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